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Le tradizionali maschere di carnevale di ogni regione: le conoscevate?

Luca Martini di Luca Martini
10 Gen 2024 - 11:13
in Viaggi e Clima
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(TEMPOITALIA.IT) Il Carnevale è una festa che affascina grandi e piccini, un’occasione per indossare i panni di un personaggio fantastico e lasciarsi andare al divertimento e alla spensieratezza. Ogni regione d’Italia ha le sue maschere tradizionali, che rappresentano la cultura e la storia del territorio. In questo articolo, scopriremo alcune delle maschere più rappresentative delle diverse regioni italiane.

Abruzzo: Frappiglia

In Abruzzo, la maschera tradizionale è Frappiglia, un contadino astuto che riuscì a ingannare persino il diavolo e a tornare in vita dopo essere morto. La sua abilità nel risolvere i problemi lo rese un personaggio amato e rispettato.

Basilicata: i ‘Rumit

In Basilicata, le maschere tradizionali sono i ‘Rumit, gli eremiti, legati alla cultura rurale. Ancora oggi, in alcune zone della regione, ci si maschera seguendo l’antico costume composto da larghi camicioni ricoperti di foglie verdi.

Calabria – Giangurgolo

Giangurgolo è una maschera della commedia dell’arte, nota per essere un uomo di molte parole ma di pochi fatti, che racconta così tante bugie da finire per crederci lui stesso. Il costume di Giangurgolo è ispirato a quello dei gendarmi spagnoli, con righe rosse e gialle, colletto bianco, cappello a cono e naso rosso, a simboleggiare la sua tendenza a prendersi gioco degli iberici.

Campania – Pulcinella

In Campania, la maschera più conosciuta è Pulcinella, l’antieroe per eccellenza, un personaggio fannullone, allegro e scanzonato. Il travestimento di Pulcinella prevede un completo bianco con cappello ricurvo e una maschera nera, simboli della sua personalità giocosa e irriverente.

Emilia-Romagna – il Dottor Balanzone

Tra le maschere emiliano-romagnole, spicca il Dottor Balanzone, personaggio presuntuoso e superbo, dottore in legge, il cui nome deriva dalla bilancia, simbolo della giustizia. Il costume del Dottor Balanzone ricorda quello dei professori dell’Università di Bologna: toga nera, colletto e polsini bianchi, cappello, giacca e mantello bianchi, con l’aggiunta di una piccola maschera nera.

Friuli-Venezia Giulia: i Pust

I Pust sono maschere tipiche del Friuli-Venezia Giulia, vestite con camicia, pantalone e giacca di fustagno, foulard e cappello di vimini.

Lazio – Rugantino

Nel Lazio, la maschera tradizionale è Rugantino, divenuto un vero e proprio simbolo di romanità e protagonista di un’opera teatrale famosissima. Il suo nome deriva da “ruganza”, ovvero arroganza, tratto tipico del suo carattere. Il personaggio di Trastevere vestiva originariamente con un costume che faceva il verso a quello dei gendarmi, con camicia e doppiopetto.

Liguria – Capitan Spaventa

La Liguria vanta una maschera chiamata Capitan Spaventa, un soldato buono e sognatore che indossa l’armatura dei militari medievali, completa di spada. Questo personaggio riflette lo spirito guerriero e al tempo stesso romantico della regione.

Lombardia – Arlecchino

In Lombardia, la maschera più celebre è Arlecchino, un servitore romantico e arguto. La sua famiglia era molto povera e il suo costume colorato fu creato dalla madre con avanzi di stoffe regalate. Arlecchino è diventato un simbolo del carnevale italiano, insieme al napoletano Pulcinella.

Marche – Vulon

Nelle Marche, la maschera più caratteristica è Vulon, un personaggio vanitoso che prende il nome dagli editti napoleonici che iniziavano con “Nous Voulons”. Questa maschera riflette l’orgoglio e la determinazione del popolo marchigiano.

Molise – I tre folletti

Il Molise non ha una maschera tipica, ma durante il carnevale compaiono i tre folletti, o secondo alcune tradizioni, tre monaci, che nella leggenda locale tenevano per le corna il diavolo. Questi personaggi rappresentano l’aspetto giocoso e misterioso del carnevale molisano.

Piemonte – Gianduia

Il Piemonte ha come maschera Gianduia, un uomo di buona famiglia, godereccio e di buon cuore. Il suo costume è composto da un completo marrone, un panciotto giallo, un cappello a falda larga e stivali alti. Gianduia rappresenta la tradizione e l’ospitalità piemontese.

Puglia – Farinella

In Puglia, la maschera tipica è Farinella, che prende il nome da un piatto tradizionale di Putignano. Farinella ha le sembianze di un Jolly e il suo legame con la città è così forte che il carnevale viene celebrato con grandi eventi in suo onore.

Sardegna – Mamuthones

I Mamuthones sono le maschere tradizionali sarde, vestite di nero con un copricapo marrone e campanacci sulle spalle. Si muovono in gruppi di dodici e sono legati a un folklore arcaico, che riflette la storia e le tradizioni ancestrali dell’isola.

Sicilia – Peppe Nappa

La Sicilia ha come maschera Peppe Nappa, pigro, beffardo e amante della buona cucina e del vino. Il suo costume ricorda un ampio pigiamone azzurro con un grosso cappello. A Sciacca, il carro dedicato a Peppe Nappa è il più grande della sfilata e viene bruciato alla fine, simbolo di rinnovamento e fine delle festività.

Toscana – Stenterello

Stenterello è la maschera toscana, proveniente dalla commedia dell’arte. Ha un carattere impulsivo e si schiera sempre a favore dei più deboli. Il suo costume è composto da pantaloni neri, panciotto giallo, giacca azzurra e calzini spaiati, rappresentando l’ingegno e la simpatia del popolo toscano.

Trentino-Alto Adige – Basa-Done

Nel Trentino-Alto Adige troviamo Basa-Done, un folletto che serviva da spauracchio per le ragazze che rientravano tardi a casa. Il suo costume è caratterizzato da una calzamaglia a righe, una lunga giacca e un cappello, simbolo della tradizione popolare della regione.

Umbria – Bartoccio

Bartoccio è noto per la sua intelligenza e astuzia. La sua peculiarità è quella di esprimere pubblicamente le cosiddette “bartocciate”, ovvero piccole lamentele di natura sociale che lo rendono portavoce delle problematiche del popolo. Queste lamentele sono spesso accompagnate da un tono ironico e pungente, che mette in luce le contraddizioni e le ingiustizie della società.

Valle d’Aosta – Landzette

Le Landzette sono le maschere tradizionali della Valle d’Aosta, nate con l’intento di deridere le truppe di Napoleone Bonaparte. Questi personaggi indossano costumi che ricordano quelli dei soldati dell’imperatore, ma sono stati reinterpretati in chiave satirica. Infatti, le uniformi sono state “arricchite” con maschere floreali, simbolo della volontà di ridicolizzare quei militari che avevano seminato paura e terrore nelle terre valdostane.

Veneto – Colombina

Colombina è una delle maschere più celebri del Veneto e della commedia dell’arte. Questo personaggio è una cameriera astuta e affascinante, che si occupa degli intrighi amorosi della sua padrona, Rosaura, e cerca di evitare le avances di Pantalone, il padre di Rosaura. Colombina è oggetto dell’amore di Arlecchino, che è profondamente geloso di lei.

  (TEMPOITALIA.IT)

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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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