Nel cuore delle discussioni attuali, la sostenibilità e la crisi climatica emergono come argomenti di prim’ordine, oltrepassando le semplici chiacchiere per approdare a concrete azioni di cambiamento, specialmente nelle regioni montane. Queste aree, particolarmente sensibili agli impatti del riscaldamento globale, come il rapido scioglimento dei ghiacciai, stanno adottando misure serie per affrontare la questione. Varie località montane stanno, infatti, implementando strategie di sostenibilità che spaziano dalla riduzione dell’uso della plastica e dall’incoraggiamento del consumo di cibo locale e sostenibile, alla promozione della mobilità ecologica e alla riforestazione, fino alla realizzazione di percorsi ecologici.
In Val di Fiemme, per esempio, la centrale di teleriscaldamento Bioenergia Fiemme utilizza gli scarti della lavorazione del legno locale per generare energia pulita, coinvolgendo la comunità in un circolo virtuoso di sostenibilità. Questo approccio rispettoso dell’ambiente non solo fornisce energia e calore alle abitazioni, ma contribuisce anche alla produzione di un olio essenziale estratto dai residui vegetali delle conifere, un prodotto che incarna l’essenza della foresta.
La Val di Fiemme è anche nota per i suoi “abeti di risonanza”, utilizzati nella costruzione di strumenti musicali di alta qualità, e per il RespirArt, un parco artistico all’aperto che combina arte e natura a un’altitudine compresa tra i 2000 e i 2200 metri. Questo spazio creativo all’aria aperta è accessibile tramite una seggiovia e ospita opere d’arte che invitano alla riflessione sull’ambiente e sulla bellezza della biodiversità.
A Moena, parte del network Alpine Pearls che promuove il turismo sostenibile nell’arco alpino, si è scelto di ridurre il traffico veicolare privilegiando i mezzi pubblici elettrici e la mobilità dolce, rendendo la località un esempio di come le comunità possano ridurre la loro impronta carbonica e migliorare la qualità della vita dei residenti e dei visitatori.
L’Alpe Cimbra, recentemente entrata a far parte delle Alpine Pearls, mette in risalto la mobilità sostenibile offrendo servizi come navette-taxi per escursionisti e sconti per il noleggio di biciclette elettriche. L’attenzione è rivolta anche alla promozione di pratiche agricole sostenibili e alla valorizzazione dei prodotti locali attraverso iniziative come “La dispensa dell’Alpe”, che incoraggia la produzione e il consumo responsabile.
A Bressanone, il focus è sull’uso responsabile dell’acqua, con l’obiettivo di eliminare l’utilizzo di bottiglie di plastica entro il 2030. Il progetto Refill incoraggia i residenti e i visitatori a riutilizzare le borracce, riempiendole alle fontane di acqua potabile distribuite in città, dimostrando un impegno concreto verso la riduzione dei rifiuti e la protezione delle risorse naturali.
In Alta Badia, il disastro ambientale causato dalla Tempesta Vaia è stato trasformato in un’opportunità di crescita e rigenerazione attraverso il progetto WOWnature, che include la creazione di una Food Forest per aumentare la biodiversità e catturare CO2, oltre a offrire ai visitatori la possibilità di contribuire attivamente alla riforestazione dell’area.
Livigno si distingue per le sue iniziative eco-trekking, come il plogging, che combinano l’attività fisica con la raccolta dei rifiuti, promuovendo uno stile di vita attivo e rispettoso dell’ambiente tra i visitatori e la comunità locale.
La Val di Pejo è pioniera nell’eliminazione della plastica monouso, adottando soluzioni sostenibili in rifugi, impianti di risalita e strutture ricettive, dimostrando che è possibile ridurre significativamente l’impatto ambientale attraverso scelte consapevoli e azioni collettive.
Questi esempi rappresentano solo una parte delle numerose iniziative che le comunità montane stanno adottando per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo. Attraverso queste azioni, dimostrano che è possibile vivere e godere delle bellezze naturali in modo sostenibile, lasciando un’eredità positiva per le generazioni future.

