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Nel contesto attuale, le Isole Canarie stanno affrontando un periodo di condizioni meteo estreme, con temperature che hanno superato i record storici. Ad esempio, recentemente a Tenerife, il termometro ha segnato 38,2°C, il più alto mai registrato per il mese di aprile, un dato che supera il precedente record di 36,2°C del 2008. Questi eventi sono tanto significativi quanto rari, segnando un’escalation nelle condizioni climatiche dell’arcipelago, che da decenni raccoglie dati meteorologici.

 

Insieme alle alte temperature, un altro fenomeno preoccupante è l’incremento di giorni in cui si verifica la Calima. Questo fenomeno, un pulviscolo di sabbia proveniente dal Sahara, complica ulteriormente la situazione, rendendo l’aria densa e difficoltosa da respirare. Questa combinazione di calore e foschia ha spinto il Governo delle Isole Canarie a dichiarare allerte gialla e arancione su tutte le isole, attivando il Piano di Emergenza Specifico per i Rischi delle Isole Canarie (PEFMA).

 

Nell’arcipelago, le temperature elevate e la persistenza di foschia non sono fenomeni isolati, ma parte di un trend più ampio che vede un incremento della frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi. È stato osservato che in aree come Lanzarote e Fuerteventura, ma anche nelle zone meridionali e occidentali delle isole maggiori, le temperature possono facilmente superare i 34°C.

Tali condizioni meteo estreme hanno spinto il Ministero della Salute a emettere raccomandazioni specifiche per proteggere la salute pubblica. È consigliato limitare l’esposizione all’aria aperta, tenere chiuse le finestre e ridurre gli sforzi fisici, in particolare durante le ore più calde della giornata. La Calima può aggravare le condizioni di chi soffre di malattie respiratorie come asma e BPCO, aumentando il rischio di ricoveri ospedalieri e visite d’urgenza.

 

L’impatto delle particelle di sabbia è notevole: possono causare irritazione delle vie respiratorie, difficoltà respiratorie, tosse, palpitazioni e affaticamento. Questi sintomi possono persistere per giorni, incrementando la vulnerabilità a ulteriori infezioni respiratorie.

La risposta delle autorità è focalizzata sulla continua sorveglianza delle condizioni meteo e sull’aggiornamento delle misure di prevenzione necessarie per garantire la sicurezza e il benessere della popolazione. Questo approccio riflette l’importanza di una gestione attenta e proattiva delle risorse naturali e della sicurezza pubblica in un clima che mostra segni di cambiamento imprevedibile.

 

L’ultimo evento significativo si è verificato nel marzo 2023, quando le temperature hanno raggiunto picchi mai visti prima nelle Canarie, con 37,8°C a San Nicolas, 37,5°C all’Aeroporto di Tenerife-Sud e 37,2°C a Maspalomas. Anche La Gomera ha registrato un notevole 34°C. Questi record, battuti con ampi margini, non solo hanno superato i massimi storici per marzo, ma anche quelli di altri mesi, dimostrando un trend di riscaldamento che potrebbe avere implicazioni a lungo termine per il meteo, la salute pubblica e la sostenibilità ambientale delle isole.

In un mondo dove il meteo diventa sempre più una sfida imprevedibile, le autorità delle Canarie e le comunità devono essere preparate a gestire e rispondere a questi fenomeni estremi con strumenti adeguati e un’impegno costante verso la sicurezza e la resilienza ambientale.

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