Dirigendo questo progetto di ricerca, il professor Gustav Tinghög e il suo team hanno interpellato più di 33.000 studiosi svedesi tramite un questionario. Il sondaggio si basava sui principi etici stabiliti dal Consiglio di Ricerca Svedese per garantire una pratica di ricerca onesta e trasparente. I partecipanti erano invitati a valutare, su una scala da uno a sette, il proprio rispetto dei codici etici in relazione ai colleghi e al proprio settore di ricerca rispetto ad altri ambiti. Più di 11.000 ricercatori hanno partecipato, offrendo una serie di dati pubblicati sul Scientific Reports che svelano tendenze preoccupanti.
La tendenza alla sovrastima dell’integrità etica è emersa in modo evidente. Praticamente ogni individuo si è collocato almeno al pari, se non al di sopra, della media nel rispetto delle regole etiche, una statistica evidentemente improbabile. Mentre il 55% dei rispondenti ha dichiarato di aderire alle pratiche etiche tanto quanto i loro colleghi, un ulteriore 44% si è considerato superiore. Solo l’1% ha ammesso di essere al di sotto della media. Riguardo alle pratiche nel loro specifico campo di indagine, il 63% si è valutato pari agli altri, il 29% superiore e l’8% inferiore.
Questo autocompiacimento potrebbe non solo offuscare la consapevolezza dei propri limiti etici ma anche contribuire alla divisione all’interno della comunità scientifica, rendendo complessa la cooperazione tra diversi ambiti di studio. Seppure le deviazioni osservate nello studio siano principalmente di routine, come la comunicazione dei risultati e la registrazione dei dati, implicano rischi significativi.
Le minori infrazioni etiche possono accumularsi, potenzialmente degenerando in trasgressioni più severe, come sottolineato da Amanda Lindkvist, una delle dottorande coinvolte nello studio. Questo fenomeno enfatizza l’esigenza di un continuo autoesame e adeguamento della propria ‘bussola etica’ nel mondo della ricerca.
L’ostacolo rappresentato dall’interdisciplinarità diviene evidente quando la convinzione di superiorità etica impedisce di riconoscere il valore di collaborazioni e prospettive diverse. La chiusura verso altri settori della scienza può frenare il progresso complessivo dell’indagine scientifica.