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Perché osservare il modello matematico GFS

In questo approfondimento faremo un ragionamento d’insieme al fine di capire alcuni aspetti dell’evoluzione meteorologica prospettata dai modelli matematici. È sempre molto utile osservare il modello matematico GFS, che pur essendo un modello matematico con una risoluzione inferiore rispetto al modello europeo ECMWF risulta molto interessante per avere rapide visioni d’insieme sul meteo del lungo termine. Ricordiamo che questo modello matematico offre quattro aggiornamenti giornalieri e che, peraltro, l’aggiornamento 12Z arriva in anticipo rispetto a quello europeo, come abbiamo spiegato anche nel confronto tra i due centri di calcolo.

 

Instabilità in aumento da mercoledì notte

Il modello matematico americano, anche nell’ultima elaborazione, quella delle ore 06Z, conferma l’instabilità atmosferica crescente a partire dalla giornata di mercoledì notte, con la possibilità di fenomeni soprattutto nella parte di giovedì. C’è da dire che la distribuzione di questi fenomeni rispetto alla precedente proiezione è un po’ cambiata, ma è abbastanza normale. Si tratta di instabilità atmosferica, come dire si tratta di fenomeni puntiformi, cioè distribuiti con molta irregolarità sul territorio. Emerge poi una novità su questo nuovissimo aggiornamento: una minore forza dell’alta pressione delle Azzorre verso le Isole Britanniche e una più insistente autorevolezza della forza, invece, della bassa pressione sulla Norvegia. È lo stesso quadro che accompagna l’alternanza tra anticiclone e temporali di queste settimane.

ECMWF ancora non aggiornato vede spazi per un cambiamento. Elaborazione a cura di Tempo Italia.

La porta della Spagna si apre verso il Mediterraneo

Nel corso dei giorni la situazione andrebbe cambiando: infatti l’alta pressione delle Azzorre va poi a espandersi verso l’Europa centrale, andando a influenzare anche l’Italia. Poi c’è anche da dire che si va a concretizzare una bassa pressione sulla Russia europea e sull’Ucraina, oltre che sulla Bielorussia, e questa apparentemente sembra avere la via aperta verso la nostra penisola. Anche se, nell’ultimissimo aggiornamento, c’è una novità eclatante: si apre la porta della Spagna, cioè la Spagna verrebbe interessata da perturbazioni oceaniche, o meglio da masse d’aria estremamente instabili provenienti dalle Azzorre, che transitando poi sulla penisola iberica si tufferebbero sul Mediterraneo dirette verso di noi.

 

Verso il 24-27 settembre, precipitazioni mai viste prima

Ecco che quindi la situazione meteorologica sembra peggiorare parecchio, ma siamo verso la fine del mese. Siamo verso il 24, il 26 e il 27 settembre, e in questa circostanza vediamo una diffusione delle precipitazioni che non avevamo mai visto prima: questa sarebbe dunque una novità, ed è estremamente da confermare. Allo stesso tempo si vede come una sorta di balletto di aree di alta e bassa pressione in Europa, cioè repentini cambiamenti meteorologici. Non c’è più la stabilità atmosferica che abbiamo visto precedentemente, ma più che altro la staticità tende a lasciare spazio a una maggiore dinamicità della corrente a getto, cioè quella che trasporta le masse d’aria, e si vede un alternarsi rapidissimo di alte pressioni e basse pressioni e quindi di masse d’aria diverse. Questo crea contrasti termici in rapida successione e questo vuol dire anche che in Italia si potrebbero verificare veloci cambiamenti del tempo per quanto riguarda le temperature, in linea con quanto indicato dalle proiezioni per l’autunno e dal quadro mensile dell’Aeronautica Militare.

 

Temperature sopra le medie e Mediterraneo bollente

A questo punto con uno sguardo sempre al nuovo aggiornamento emerge che comunque avremo aria calda, o meglio aria piuttosto mite, verso l’Italia; tuttavia l’aria fredda sembra avvicinarsi parecchio, ma non sembra toccarci né da est né da ovest e soprattutto non da nord. Il nostro Paese si manterrebbe in una situazione tutto sommato in linea con le medie, anche se poi, andando a osservare le anomalie in quota, vediamo che ci sono dei tratti in cui avremo delle anomalie negative, ma molto molto limitati. Prevalgono le anomalie positive, e sì, il mese di settembre vuole essere ricordato, quello del 2026, come più caldo rispetto alla norma: questo ce lo confermano anche queste previsioni, che vedono questa instabilità piuttosto cruda e, direi, con temperature sopra la media, tra le altre cose riviste in virtù dei cambiamenti climatici dell’ultimo trentennio, perché fanno parte le anomalie climatiche in riferimento al periodo 1991-2020. Vediamo che questa situazione tende a essere, come dire, non settembrina, ma più che altro di un agosto con temporali (insomma, niente di normale), e quindi sembrano quasi delle caratteristiche che hanno delle affiliazioni – scusate l’affermazione – con il clima tropicale, anche se non abbiamo in questa circostanza una situazione di vero e proprio clima tropicale. Va però ricordato che il Mar Mediterraneo sarà estremamente caldo e questo non è un indice poco trascurabile: tenetene conto.

 

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