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Alta pressione africana e temporali anche con grandine

Picco di caldo nel weekend, fino a 40°C

Il fine settimana di sabato 5 e domenica 6 settembre rappresenta il momento più caldo di questa fase. Sulla bassa Lombardia, sul basso Veneto e sull’Emilia-Romagna le massime possono salire fino a 37-39°C, mentre nelle località più favorite dalla compressione dell’aria si arriva a toccare i 40°C. Al Centro i valori oscillano tra 33 e 36°C, al Sud restano sostanzialmente invariati rispetto ai giorni precedenti, ma su livelli comunque estivi.

I modelli matematici non concordano del tutto sulla collocazione del nucleo più rovente. Alcune proiezioni lo indirizzano verso la Pianura Padana, altre lo spostano più a meridione, con la parte più calda dell’anticiclone puntata sulle regioni del Centro-Sud e sulle Isole Maggiori, dove a 1.500 metri di quota le temperature potrebbero superare i 20°C. Convergono invece su un punto: le massime più elevate della Penisola si collocheranno attorno ai 40°C, un valore che rende bene la misura dell’anomalia in una fase di caldo che dura ormai da giugno.

 

Un anticiclone che non lascia il Mediterraneo

Le condizioni meteo-climatiche restano estremamente stabili su tutte le regioni, complice la presenza costante dell’Anticiclone Subtropicale. Le temperature hanno fatto registrare una diminuzione rispetto ai valori record dei giorni scorsi, ma si mantengono ben oltre le medie stagionali praticamente ovunque.

La responsabile, ancora una volta, è l’eccessiva invadenza delle fasce subtropicali, con l’ennesima rimonta dell’Anticiclone Africano pronta a manifestarsi sul Mediterraneo nella seconda metà della settimana. Il rialzo termico non riguarda soltanto l’Italia: temperature in netto aumento anche sulla Penisola Iberica e sulla Francia meridionale, con valori degni dell’estate piena. Dall’analisi dei modelli matematici emerge chiaramente un pattern ormai familiare, con il dominio anticiclonico destinato a proseguire senza particolari difficoltà almeno fino al 10 settembre. Significa un’altra decina di giorni – circa – di sole pressoché indisturbato e di anomalie termiche positive, in linea con quanto già indicato per la prima decade del mese.

 

Le temperature giorno per giorno

Tra giovedì 3 e venerdì 4 settembre l’accelerazione è già evidente. Al Nord Italia e al Centro le massime si spingono fino a 32-35°C, con i valori più alti nelle pianure interne tra Milano, Verona e Bologna. Al Sud e sulle Isole Maggiori si registrano picchi di 32-33°C, in attesa che la nuova bolla d’aria rovente raggiunga anche l’estremo meridione.

Le città che pagano il conto più salato sono quelle di pianura e delle conche interne. Le previsioni per Milano, Verona e Bologna mostrano un rialzo progressivo fino al weekend, mentre Roma e Firenze si assestano nella fascia alta dei valori del Centro. Sulle Isole Maggiori il caldo resta intenso e persistente, come indicano le previsioni per Palermo e Cagliari. Si tratta di valori anomali per il periodo, visto e considerato che è appena cominciato ufficialmente l’Autunno Meteorologico. Non sono da escludere primati locali laddove la massa d’aria subtropicale risulterà più aggressiva.

 

Temporali di calore su Alpi e Appennini

Il caldo non esclude i fenomeni, ovvero i temporali. Nelle prossime ore e giorni si svilupperanno nubi convettive imponenti sui settori alpini orientali e lungo la dorsale appenninica, soprattutto nella fascia centro-meridionale. Sono nubi associate a temporali di calore che possono risultare di forte intensità, spesso accompagnati da grandinate e colpi di vento.

Restano fenomeni tipicamente pomeridiani, quindi non riconducibili a un indebolimento dell’alta pressione né a un cambiamento della circolazione tale da presagire un peggioramento. L’energia in gioco, però, è notevole: il contrasto tra il calore accumulato nei bassi strati e le correnti in quota alimenta strutture temporalesche organizzate, con il rischio di celle intense anche in aree normalmente meno esposte. La convivenza tra sole prevalente e rovesci violenti è ormai la cifra di questo inizio di mese.

 

Prospettive per la seconda metà del mese

A livello europeo si intravedono i primi segnali di un cambio di circolazione. Le perturbazioni atlantiche, tuttavia, non sembrano avere per il momento la forza necessaria a scalzare il fortino anticiclonico. Nei modelli matematici non si scorge alcun peggioramento degno di questo nome, soltanto qualche infiltrazione di aria umida oceanica nel corso della prossima settimana.

Quest’ultima ipotesi va confermata, ma in un periodo con tanto calore in eccesso anche pochi spifferi di aria umida provenienti da ovest possono innescare un’instabilità particolarmente vivace. Il quadro complessivo indica una prima metà di settembre dominata dall’Anticiclone Africano e una seconda parte del mese candidata al vero cambiamento, prima a livello continentale e poi sul bacino del Mediterraneo. Fino ad allora, il conto da pagare resta quello di dieci giorni fortemente anomali, con massime in grado di sfiorare o superare i 40°C nelle località più esposte.

 

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