Seguici su Google

Il calendario ha girato pagina e da oggi, primo giorno di settembre, scatta ufficialmente l’autunno meteorologico. L’atmosfera sopra il Mediterraneo, però, continua a mantenere gli schemi di agosto: alta pressione robusta, cieli tersi, colonnine di mercurio ben oltre la norma. Sulla carta il cambio di stagione è netto. Nei fatti, in questo momento, non esiste.

 

Uno schema statistico

Gli schemi definiti nel passato, anche quelli in cui si indica il 1° settembre come primo giorno dell’autunno meteorologico per ragioni di statistica, creano una sorta di vero e proprio sconquasso anche per quanto riguarda la misurazione del clima. La logica di partenza è semplice e resta valida sul piano tecnico: dividere l’anno in quattro blocchi di tre mesi interi permette di confrontare serie storiche omogenee, di calcolare medie e anomalie senza dover inseguire le date mobili degli equinozi. Un autunno che dura sempre novantuno giorni si confronta con qualsiasi altro autunno, quello del 1996 come quello del 2026.

Il problema nasce quando la convenzione statistica viene scambiata per una soglia fisica, dove ci si attende un cambiamento del tempo atmosferica. Infatti, sino ad alcuni decenni fa l’autunno meteorologico coincideva sostanzialmente con un cambiamento delle correnti atmosferiche: la circolazione occidentale riprendeva vigore, le prime saccature atlantiche scavalcavano le Alpi, i mari cominciavano a cedere calore. Questo, con gli anni e soprattutto in questo 2026, appare perlomeno in Europa estremamente rallentato. Le proiezioni per per settembre elaborate dai principali centri di calcolo descrivono proprio questo: un blocco anticiclonico che fatica a smontarsi, con la porta atlantica destinata ad aprirsi soltanto più avanti nella stagione.

 

Il nostro Emisfero è diffusamente in piena Estate

Tuttavia, in una visione globale, abbiamo osservato che amplissime aree del nostro pianeta stanno vivendo ondate di calore di natura e di sembianze estive. Non è un dettaglio marginale, perché quando l’anomalia termica è così diffusa la circolazione generale si irrigidisce, i gradienti termici tra tropici e latitudini medie si riducono e il flusso perturbato perde mordente. Le previsioni meteo per i prossimi giorni indicano che in Italia ci sarà una nuova ondata di caldo. Niente a che vedere con quelle che abbiamo avuto ad agosto, però tuttavia avremo temperature fortemente superiori alla media, come confermano le analisi sulla rimonta anticiclonica attesa nei prossimi giorni.

Tanto che, siccome fa tanto caldo, in alcuni comuni è stato chiesto di prorogare l’apertura delle scuole di almeno una settimana o dieci giorni, essendo gli edifici scolastici surriscaldati. Difficilmente questo succederà, per varie ragioni soprattutto burocratiche, ma su questo ormai ci siamo abituati, sia per quanto riguarda anche il discorso dell’accensione e dello spegnimento dei termosifoni. Il calendario amministrativo e quello atmosferico corrono su binari paralleli che non si incontrano quasi mai.

 

Il primo settembre non cambia nulla

Insomma, il cambiamento stagionale è un inizio convenzionale, definito per ragioni di statistica esclusivamente. Rispetto al 31 agosto, il 1° settembre non vede mediamente nessun cambiamento, se non quello derivante dalle fluttuazioni del tempo atmosferico giornaliero. Ora ci stiamo avviando verso un nuovo periodo di alta pressione, come se precedentemente non ce ne fosse stato, con una configurazione che i modelli matematici indicano ancora pienamente estiva su buona parte del Centro Italia e del Sud Italia.

L’autunno astronomico arriva invece tre settimane più tardi. L’equinozio di settembre 2026 cade il 23 settembre, quando il Sole attraversa l’equatore celeste diretto verso sud e la durata del giorno eguaglia quella della notte. Nemmeno quella data, però, coincide con una svolta atmosferica: la riduzione dell’insolazione agisce lentamente, e il calore accumulato dai mari nei mesi precedenti va smaltito con settimane di ritardo. Ecco perché il vero autunno, quello che si sente addosso, arriva quando la circolazione decide di cambiare marcia, non quando lo stabilisce l’almanacco.

 

Temporali, e grandine, vento, danni da maltempo: la percezione sbagliata del cambio di stagione

Ma sapete, quei temporali sul Nord Italia hanno preso le prime pagine dei giornali, soprattutto per i danni provocati dalla violenta grandinata e dal vento a Cremona, creando una sorta di percezione di cambiamento stagionale che però non c’è stato. È un equivoco frequente: un fronte temporalesco che spazza la Valle Padana con raffiche, chicchi di grandine di grosse dimensioni e scrosci violenti sembra la porta d’ingresso della stagione fresca, mentre quasi sempre è il contrario. Quei fenomeni nascono proprio dall’energia accumulata durante le fasi calde, dal contrasto tra aria molto umida nei bassi strati e nuclei più freddi in quota.

Per la cronaca, nella giornata di ieri un violento temporale ha interessato alcune località dell’Alto Adige, causando grandinate devastanti. Ciò ancora a dimostrazione del fatto che anche nell’estremo Nord della Penisola i contrasti termici possono determinare fenomeni meteo estremi. Le vallate alpine, con il loro riscaldamento diurno dei versanti e le convergenze di brezza che si formano nel pomeriggio, sono terreno fertile per celle temporalesche capaci di organizzarsi in fretta e di scaricare grandine di dimensioni notevoli in pochi minuti perché ancora il clima è estivo.

La lezione, allora, è meno romantica di quanto racconti il calendario. La stagione non cambia perché la data lo prevede, ma quando la circolazione atmosferica si riorganizza davvero, con il getto polare che scende di latitudine e le perturbazioni che tornano a scorrere verso il bacino centrale. Finché ci sarà alta pressione al suolo, e soprattutto in quota, e finché i mari conservano un contenuto termico elevato, ogni irruzione fresca produrrà più temporali anche intensi. Le tendenze aggiornate per settembre. L’autunno, per ora, resta una voce di calendario. Il mese appena iniziato ha tutte le sembianze di un vecchio mese di luglio e agosto.

 

 

Credit

Seguici su Google