Negli ultimi tempi, il clima sta subendo trasformazioni significative, spesso manifestandosi con eventi meteorologici estremi. Recentemente, gli Emirati Arabi Uniti hanno sperimentato precipitazioni insolitamente intense, che hanno messo in ginocchio Dubai. Questo fenomeno ha riacceso il dibattito su una pratica nota come inseminazione delle nuvole, utilizzata da decenni in diverse parti del mondo per tentare di aumentare le precipitazioni.
L’inseminazione delle nuvole consiste nell’introduzione di particelle come ioduro d’argento o anidride carbonica solida nelle nuvole per favorire la formazione di gocce d’acqua o cristalli di ghiaccio, che poi cadono come pioggia o neve. Nonostante sia una tecnica pionieristica degli anni ’40 e popolare negli Stati Uniti dagli anni ’60, la sua efficacia rimane un argomento di discussione tra gli scienziati. Questi ultimi sono divisi: alcuni studi suggeriscono che possa incrementare le precipitazioni, ma l’entità di questo incremento è spesso considerata minima.
Tuttavia, è importante sottolineare che l’inseminazione delle nuvole non può creare precipitazioni da un cielo sereno; richiede nuvole già cariche di umidità. Inoltre, non può trasformare una giornata asciutta in una tempesta. Questo metodo è spesso impiegato in regioni afflitte dalla siccità, come il west degli Stati Uniti e gli stessi Emirati Arabi Uniti, nella speranza di ottenere anche una piccola quantità di acqua supplementare. Ad esempio, lo Utah ha stimato un aumento del 12% delle sue risorse idriche nel 2018 grazie a questa tecnica.
Nonostante ciò, l’evento di precipitazioni estreme che ha colpito Dubai non può essere attribuito all’inseminazione delle nuvole. Gli scienziati del clima e i meteorologi sono concordi nel ritenere che tale fenomeno sia piuttosto il risultato di cambiamenti climatici causati dall’uomo. Infatti, un’atmosfera più calda è in grado di trattenere maggiori quantità di umidità, portando a precipitazioni più intense. Questo è stato evidenziato anche dalle previsioni meteorologiche, che avevano anticipato l’arrivo di forti piogge giorni prima che si verificassero, escludendo quindi l’inseminazione delle nuvole come causa.
Il dottor Michael Mann, climatologo dell’Università della Pennsylvania, ha spiegato che attribuire l’inseminazione delle nuvole ignora le previsioni e le vere cause. Ha inoltre sottolineato che molti di coloro che puntano il dito contro questa pratica sono negazionisti del cambiamento climatico, che cercano di distogliere l’attenzione da ciò che sta realmente accadendo.
Inoltre, la dottoressa Friederike Otto dell’Imperial College di Londra ha enfatizzato la necessità di concentrarsi sul cambiamento climatico quando si discute di precipitazioni intense. La sua equipe esegue analisi rapide degli estremi meteorologici per determinare se siano stati causati o meno dal riscaldamento globale.
