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dreamstime s 101916562Nella città di Marsala, situata nella provincia di Trapani, recenti scavi archeologici hanno portato alla luce significative testimonianze del passato, rivelando dettagli dell’antica città di Lilibeo, risalente tra il IV e il III secolo a.C. Questo progetto di valorizzazione culturale è stato promosso dall’assessore Francesco Paolo Scarpinato, a capo del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, che ha incentivato la ripresa delle ricerche in specifiche aree urbane.

Gli archeologi Marco Correra e Maria Grazia Griffo, rispettivamente della Cooperativa ArcheOfficina e del Parco Lilibeo, hanno guidato le indagini, concentrando i loro sforzi in due principali siti di scavo: piazza Marconi e via Amendola, e Vico Infermeria. L’obiettivo principale di questi scavi è di ricostruire e comprendere meglio il sistema difensivo dell’antica città. Uno dei ritrovamenti più rilevanti, denominato “Ponte di roccia”, risale al IV secolo a.C. e si pensa fosse un accesso al punto più alto della città.

 

 

Le ricerche attuali mirano a esplorare la struttura originale di questo ponte e a sondare la profondità del fossato sottostante, che si stima raggiunga i 12 metri. Durante gli scavi sono emersi strati che documentano la presenza romana dal I al IV secolo d.C., con la possibilità di ritrovare anche strati appartenenti al periodo punico del IV secolo a.C. Tra i manufatti rinvenuti figurano anfore, coppe, brocche, ceramiche e lucerne, testimonianza di un vivace scambio commerciale e di un fiorente artigianato locale e d’importazione.

Il secondo sito di interesse si trova vicino al Castello normanno-svevo, dove gli scavi mirano a esplorare le fondamenta del muro di cinta dell’edificio. Questa area si estende tra la torre sud-est e quella circolare. Gli strati finora esaminati risalgono al 1500, epoca di costruzione del vicino bastione di San Giacomo. I manufatti scoperti in quest’area includono brocche, ciotole e scodelle smaltate, risalenti al periodo tardo e post-medievale.

 

 

Anna Occhipinti, direttrice del parco, ha rivelato che le indagini includono anche l’analisi delle strutture murarie e delle sezioni di un’ulteriore piccola porzione di insediamento risalente all’epoca romana e medievale. Alla fine di aprile, durante un open day, gli archeologi hanno presentato alla comunità locale un’anteprima dei risultati ottenuti. Ulteriori indagini sono in corso anche in altre aree, come via delle Ninfee e via Pomilia, sotto la guida della Cooperativa il Progresso e l’Università di Palermo.

Sotto la supervisione scientifica di Giovanni Polizzi, ricercatore in Metodologie della Ricerca Archeologica presso il Dipartimento Culture e Società UNIPA, è stato organizzato un laboratorio di archeologia sul campo. Questi scavi non sono i primi nella zona; ricerche precedenti risalenti al 1982, 1984, 1986 e 1990 hanno già portato alla luce una Domus del I secolo d.C., arricchendo ulteriormente la nostra comprensione della storia e della cultura di questo affascinante sito archeologico.

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