
(TEMPOITALIA.IT) Durante una recente audizione alla Commissione Affari sociali della Camera, Nisticò ha evidenziato che i dati scientifici attuali non offrono conclusioni definitive sul rapporto beneficio-rischio della triptorelina per gli adolescenti con disforia di genere. Questa incertezza ha spinto l’Aifa a rimanere in uno stato di vigilanza attiva, monitorando l’evoluzione delle ricerche a livello internazionale. Inoltre, è stata annunciata l’intenzione di avviare un dialogo con le principali società scientifiche italiane, tra cui la Società Italiana di Endocrinologia e la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità, per discutere e rivalutare l’inclusione della triptorelina nell’elenco dei medicinali autorizzati.
Per quanto riguarda i dati specifici, Nisticò ha menzionato che nel 2023, l’Aifa ha registrato circa 25 casi di trattamento con triptorelina nelle diverse regioni italiane, sebbene questi numeri potrebbero essere sovrastimati a causa di possibili duplicazioni e della mobilità dei pazienti tra le regioni. Ha inoltre evidenziato la difficoltà di distinguere chiaramente tra i pazienti adolescenti con disforia di genere e altri gruppi, a causa delle modalità di raccolta e classificazione dei dati.
Un aspetto particolarmente critico sollevato da Nisticò riguarda i dati provenienti dall’ospedale Careggi, che ha inviato all’Aifa e alla Regione Toscana report trimestrali sui pazienti trattati. Questi report, tuttavia, non permettono una facile distinzione tra le diverse categorie di pazienti e non includono valutazioni psicologiche o psichiatriche, limitando così la comprensione completa degli effetti del trattamento. Nonostante ciò, i dati endocrinologici non hanno mostrato segnali di allarme sulla sicurezza del farmaco.




