
(TEMPOITALIA.IT) Recenti ricerche identificano il recettore latrophilin 1 come un potenziale regolatore del comportamento alimentare, suggerendo nuovi approcci per il trattamento dell’obesità attraverso il targeting di questo recettore. La crescente prevalenza di sovrappeso e obesità rappresenta una sfida medica globale significativa. Oltre ai cambiamenti nello stile di vita, i fattori genetici giocano un ruolo cruciale nello sviluppo dell’obesità. I ricercatori dell’Università di Lipsia e dell’Università Heinrich Heine di Düsseldorf hanno identificato un nuovo regolatore del comportamento alimentare. I risultati sono stati pubblicati sulla rinomata rivista internazionale Nature Signal Transduction and Targeted Therapy.
La ricerca condotta da Dr. Doreen Thor, scienziata presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Lipsia, mette in luce la nostra comprensione incompleta dei fattori che governano l’assunzione di cibo. La scoperta del recettore latrophilin 1 rivela il potenziale coinvolgimento di recettori precedentemente trascurati. Questo recettore, principalmente studiato per le sue funzioni nel cervello come la formazione e lo sviluppo delle sinapsi, non era stato precedentemente associato al controllo dell’assunzione di cibo. Latrophilin 1 è un recettore accoppiato a proteine G, così chiamato per la sua capacità di legarsi alla neurotossina latrotossina. Questa tossina è prodotta da alcuni ragni, tra cui la vedova nera mediterranea, e ha il recettore latrophilin 1 come struttura target neuronale chiave.
Gli studi condotti dai team di ricerca guidati da Dr. Thor dell’Università di Lipsia e dalla Professoressa Simone Prömel dell’Università Heinrich Heine di Düsseldorf mostrano che il recettore latrophilin 1 è presente nelle regioni del cervello che controllano il comportamento alimentare, nonché nel tessuto adiposo. Nei topi privi di questo recettore, è stato osservato un aumento dell’assunzione di cibo e una riduzione dell’attività fisica. Sebbene i giovani topi fossero inizialmente di peso normale, sono diventati significativamente sovrappeso nel corso di ulteriori quattro mesi. Questo, a sua volta, porta alle ben note comorbidità dell’obesità, come il fegato grasso e il diabete mellito.
I ricercatori hanno identificato una variante del recettore latrophilin 1 nei dati di sequenziamento della coorte di obesità di Lipsia, che si è verificata in un paziente con sovrappeso. Gli studi in coltura cellulare hanno indicato la funzionalità compromessa di questa variante, suggerendo che il recettore potrebbe giocare un ruolo nello sviluppo dell’obesità non solo nei modelli animali, ma anche negli esseri umani. (TEMPOITALIA.IT)






