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Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per molte specie marine, tra cui le megattere dell’emisfero meridionale. Un recente studio condotto dall’Università di Griffith ha messo in luce come le variazioni climatiche future potrebbero compromettere la dieta a base di krill di questi giganti del mare, influenzando la loro migrazione e sopravvivenza.
Un team di ricercatori, guidato dalla dottoressa Jasmin Groß, ha esaminato le abitudini alimentari delle megattere dell’emisfero meridionale. Lo studio ha coinvolto la raccolta di campioni di grasso e pelle di megattere nei mesi di agosto e settembre 2019, in prossimità dei loro luoghi di riproduzione situati in Brasile, Australia occidentale e orientale, Nuova Caledonia e Colombia. Inoltre, tra gennaio e marzo 2019, sono stati raccolti campioni di krill dalle aree di alimentazione a bordo di tre diverse navi. I ricercatori hanno analizzato gli acidi grassi e gli isotopi stabili presenti nei campioni di grasso e pelle delle cinque popolazioni di megattere, confrontandoli con i campioni di krill antartico, la loro principale preda. Nonostante le differenze biochimiche tra le popolazioni, è emerso che la dieta di tutte le megattere testate era basata sul krill antartico.
Questo tipo di alimentazione, ricco di grassi, è fondamentale per sostenere lo stile di vita migratorio delle megattere. La dottoressa Groß ha spiegato che lo stile di vita migratorio delle megattere richiede una produttività ecosistemica prevedibile. Pertanto, le popolazioni che si nutrono in aree soggette ai maggiori impatti del cambiamento climatico potrebbero essere le prime a mostrare segni di una deviazione dalla loro dieta ad alta fedeltà a base di krill. Attualmente, non ci sono prove di una divergenza dalla dieta a base di krill, ma il segnale isotopico caratteristico delle megattere che si nutrono in aree di risalita produttiva o nella zona marginale del ghiaccio marino suggerisce che future riduzioni dell’estensione e della durata del ghiaccio marino, insieme all’aumento delle temperature oceaniche, potrebbero influenzare la loro ecologia alimentare.
La ricerca della dottoressa Groß è stata condotta nell’ambito del Humpback Whale Sentinel Programme, un’importante iniziativa di sorveglianza del Programma di Monitoraggio e Valutazione dell’Antartide (AnMAP). AnMAP rappresenta un esempio di come la cooperazione internazionale possa contribuire alla comprensione e alla protezione degli ecosistemi marini. Il monitoraggio continuo delle popolazioni di megattere e delle loro abitudini alimentari è essenziale per comprendere meglio come il cambiamento climatico stia influenzando questi animali. (TEMPOITALIA.IT)






