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(TEMPOITALIA.IT) Scoperta rivoluzionaria nell’attivazione delle cellule staminali neurali dormienti
Un gruppo di ricerca collaborativo della Duke-NUS Medical School e dell’Istituto di Meccanobiologia dell’Università Nazionale di Singapore ha identificato un nuovo percorso per riattivare le cellule staminali neurali dormienti, aprendo la strada a potenziali trattamenti per disturbi neuroevolutivi come l’autismo, la disabilità di apprendimento e la paralisi cerebrale. Questa scoperta si concentra sull’interazione tra astrociti e cellule staminali neurali e fornisce nuove conoscenze sui meccanismi di sviluppo del cervello.
Il ruolo delle cellule staminali neurali dormienti
Nel cervello adulto dei mammiferi, la maggior parte delle cellule staminali neurali rimane dormiente fino a quando non riceve segnali specifici che le attivano. Una volta risvegliate, queste cellule producono nuovi neuroni, contribuendo alla riparazione e alla crescita del cervello. Tuttavia, difetti nell’attivazione delle cellule staminali neurali sono associati a disturbi neuroevolutivi e al declino cognitivo legato all’invecchiamento.
L’importanza degli astrociti nel risveglio delle cellule staminali
Per studiare questo processo, i ricercatori hanno utilizzato Drosophila (moscerini della frutta), scoprendo che un tipo di cellula gliale chiamata astrociti è cruciale per risvegliare le cellule staminali neurali dormienti. Utilizzando microscopia a super-risoluzione, il team ha osservato che gli astrociti rilasciano una proteina segnalatrice chiamata Folded gastrulation (Fog). Questa proteina innesca una reazione a catena che attiva il percorso proteico Formin, responsabile del controllo dei filamenti di actina nelle cellule staminali neurali, portandole alla divisione e alla creazione di nuovi neuroni.
Implicazioni terapeutiche
La scoperta che la proteina GPCR nelle cellule staminali neurali risponde a Fog, attivando la riattivazione delle cellule, è particolarmente significativa poiché le GPCR sono già un bersaglio per molti farmaci approvati dalla FDA. Questa conoscenza potrebbe quindi portare a nuove strategie terapeutiche, utilizzando farmaci esistenti per trattare disturbi neuroevolutivi.
Prospettive future
Il Professor Wang Hongyan ha sottolineato l’importanza della scoperta, affermando che essa offre un nuovo modo per influenzare il comportamento delle cellule staminali neurali. Il Professor Patrick Tan ha aggiunto che questa ricerca non solo approfondisce la nostra comprensione del ruolo degli astrociti, ma apre anche nuove possibilità per terapie rivolte a disturbi neurologici e all’invecchiamento cerebrale.
Gli scienziati stanno ora esplorando altri segnali provenienti dagli astrociti che potrebbero influenzare l’attività delle cellule staminali neurali e verificando se meccanismi simili siano presenti nel cervello umano. Questa scoperta rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro i disturbi neuroevolutivi e potrebbe trasformare il modo in cui trattiamo queste condizioni. (TEMPOITALIA.IT)






