
(TEMPOITALIA.IT) Il ritorno dell’estate in autunno con temperature estreme è un fenomeno che sta diventando sempre più comune in molte parti d’Italia. Le regioni del Nord, in particolare, si troveranno a dover fronteggiare un’area di convergenza tra due masse d’aria diverse: una di origine africana, che invaderà gran parte della penisola fino a raggiungere l’Emilia Romagna, e una massa d’aria polare che influenzerà le aree a nord dell’arco alpino. Questa interazione tra masse d’aria diverse potrebbe dare origine a precipitazioni eccezionali lungo la fascia Pedemontana alpina, ma l’elemento centrale rimarrà l’ondata di caldo che porterà a un sensibile aumento delle temperature.
Nel mese di settembre e la prima parte di ottobre, ci sarà la sensazione di un ritorno dell’estate. L’estate 2024, che sembrava ormai conclusa, potrebbe invece prolungarsi ancora per parecchi giorni. Questo fenomeno, chiamato “estate tardiva”, è divenuto sempre più frequente negli ultimi anni. L’afa, che ha caratterizzato i mesi di giugno, luglio e agosto, potrebbe riapparire, anche se non con l’intensità vista nei mesi centrali dell’estate. Tuttavia, temperature superiori alla media stagionale sono previste anche per la fine di settembre e l’inizio di ottobre, con possibili picchi termici nella prima decade del mese.
Un esempio recente di estate tardiva si è verificato nell’ottobre 2023, quando una forte ondata di calore ha portato le temperature a sfiorare i 35°C anche nel Nord Italia. Sebbene le notti siano ora più lunghe, il che facilita un raffreddamento più rapido rispetto ai mesi estivi, il clima caldo potrebbe rimanere predominante durante il giorno. La prima settimana di ottobre sarà probabilmente il periodo più caldo, con temperature decisamente superiori alla media stagionale.
Questo prolungamento del caldo autunnale è strettamente legato al cambiamento climatico. Il riscaldamento globale sta allungando la durata della stagione calda in tutto l’emisfero Nord, riducendo la durata del tradizionale meteo autunnale e portando a inverni che arrivano in modo improvviso. Nel corso degli ultimi anni, l’inverno è stato caratterizzato da un’alternanza di periodi miti e di ondate di freddo a “macchia di leopardo”, spesso accompagnate da fenomeni meteorologici estremi. Tuttavia, l’Italia è stata meno interessata da queste ondate di freddo estremo rispetto ad altre aree dell’Europa e del mondo.
Negli inverni recenti, si è osservato un fenomeno paradossale: mentre la frequenza delle ondate di freddo è diminuita, le quantità di neve sono aumentate nelle zone dove si verificano precipitazioni con temperature prossime o inferiori allo zero. Questo ha causato nevicate eccezionali, come quelle che hanno colpito la regione di Mosca e alcune aree della Svezia e della Finlandia negli ultimi inverni. Anche in Giappone e nel Nord America si sono verificate nevicate anomale, con l’inverno 2022-2023 che ha visto fenomeni di forte intensità in alcune zone della California e del Pacifico.
Nonostante il cambiamento climatico, il meteo continua a riservare sorprese, con fenomeni estremi che si verificano sia in inverno che in estate. Ad esempio, la neve è caduta recentemente in Sudafrica, in pieno inverno per l’emisfero meridionale, un evento raro e particolarmente significativo, data la posizione geografica e il clima abitualmente mite di quelle zone.
Anche se siamo ormai entrati nell’autunno, il vero inverno sembra ancora lontano. Le previsioni matematiche suggeriscono che le prime irruzioni di aria polare potrebbero arrivare già a ottobre, soprattutto nel Nord Europa, con la possibilità di vedere le prime nevicate anche a bassa quota. Tuttavia, i modelli climatici stagionali sono piuttosto incerti quest’anno, con cambiamenti frequenti da un bollettino all’altro, rendendo difficile fare previsioni precise su cosa ci aspetta nei prossimi mesi. (TEMPOITALIA.IT)






