L’Anticiclone Africano comincia a cedere sotto la spinta di diverse perturbazioni atlantiche che nelle prossime ore, ma soprattutto nei prossimi giorni, coinvolgeranno l’Italia.
Il flusso atlantico, infatti, tenderà gradualmente ad abbassarsi di latitudine e quindi capace di insinuarsi nel cuore del Mediterraneo. Le perturbazioni in arrivo saranno accompagnate da aria più umida in quota che finirà per accrescere l’instabilità atmosferica sulla nostra Penisola.
Già dalla metà della settimana corrente un nuovo fronte perturbato si rivelerà piuttosto attivo: tra le giornate di giovedì 5 e venerdì 6 settembre, difatti, interesserà l’Italia con piogge e rovesci anche a carattere temporalesco, localmente abbondanti e di forte intensità.
Su questo punto è bene spendere qualche parola in più
L’energia in gioco è elevatissima, ragion per cui il rischio di fenomeni violenti resta considerevole. A tale proposito, il Thunderstorm Index può venirci incontro per valutare quanto la fenomenologia potrà essere intensa. A Valori via via più elevati corrisponde una maggiore predisposizione alla convezione e quindi allo sviluppo di temporali, potenzialmente intensi quando l’indice raggiunge valori molto elevati. Nei colori dal rosso verso il viola sono pertanto indicate le aree maggiormente a rischio temporali.
Cos’è il Thunderstorm Index?
Il Thunderstorm Index è un indice meteorologico realizzato da Meteo Giornale e utilizzato per stimare la probabilità di temporali in una determinata area. Questo indice combina vari parametri atmosferici, come l’instabilità dell’aria, l’umidità e la presenza di energia potenziale disponibile per la convezione, per determinare la probabilità di formazione di temporali.
L’indice non fornisce una previsione precisa di un temporale, ma piuttosto un’indicazione della probabilità che si verifichi. Valori più alti dell’indice indicano un rischio maggiore di temporali.
Il peggioramento comporterà anche un calo termico?
Questo passaggio perturbato comporterà anche un certo ingresso d’aria più fresca al Nord e sulle regioni centrali tirreniche, oltre alla Sardegna con valori che rientreranno nella media. Il Sud ed in parte i versanti adriatici meridionali resteranno invece più ai margini, ancora alle prese con temperature piuttosto elevate.