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Notti tropicali per giorni su molte aree italiane: l’altra faccia del caldo estremo

Oltre alle massime record con punte sopra i 40°C, questa ondata di calore porta con sé un'altra insidia: notti afose in cui le temperature non scendono mai sotto i 20°C, e nei centri urbani rischiano di restare ben sopra i 25°C

Davide Santini di Davide Santini
20 Giu 2026 - 09:00
in A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Brutte notizie sul fronte meteo per i prossimi giorni. Oltre ad avere massime esagerate, con punte superiori ai 40°C, le notti tropicali tornano a essere protagoniste. Purtroppo, nell’ultimo quindicennio, rappresentano un fenomeno sempre più frequente durante le stagioni più calde. Inutile girarci intorno: fanno oramai parte del nostro nuovo clima.

 

Avevamo già avuto dei segnali

Vi ricordate la feroce ondata di caldo precoce di fine Maggio? Ecco, già allora avevamo avuto le prime notti tropicali in maniera diffusa. Solo che adesso le isoterme saranno ancora più alte e le nottate ulteriormente più calde. Ecco perché avremo una lunga serie di notti con temperature ben al di sopra dei 20°C, anche nel cuore della notte.

 

Il bersaglio principale

Dovrebbe essere il Nord Italia. I modelli meteo indicano persino la possibile presenza dell’isoterma di +25°C a circa 1500 metri di quota: un valore eccezionalmente alto che rappresenta un chiaro segnale dell’arrivo del cuore della bolla calda africana sulla penisola. Questo si traduce, per circa tre giorni – tra il 20, il 21 e il 22 giugno – in valori massimi molto vicini ai 40°C in diverse località. Il caldo più intenso potrebbe interessare soprattutto grandi centri urbani come Torino, Milano, Bologna, Modena, Piacenza, Pavia e Verona, dove l’aria rovente potrebbe rendere le giornate particolarmente difficili da sopportare. L’apice, secondo il modello ICON, potrebbe essere nella Bassa Padana.

 

Si sfonderà la fatidica soglia dei 40 gradi in pianura padana? Secondo il modello Icon sì…

 

Ma torniamo alle notti

Con il termine notte tropicale si indica una nottata durante la quale la temperatura minima non riesce a scendere al di sotto dei 20°C. Si tratta di un fenomeno tipico delle più intense ondate di calore estive e viene considerato uno degli elementi più problematici delle espansioni dell’anticiclone africano. Il problema è che recentemente non solo si sono registrate notti di questo tipo, ma anche minime superiori ai 25°C – il che significa almeno 30-32°C attorno alla mezzanotte. Il motivo è semplice: quando il caldo accumulato durante il giorno non viene disperso nelle ore notturne, il corpo umano fatica molto di più a recuperare e a trovare sollievo.

 

Inutile dire che, con massime di questo tipo, il calore accumulato durante il giorno resterà presente anche dopo il tramonto, favorendo una lunga serie di notti afose su gran parte della penisola. Gli aggiornamenti relativi al weekend del 20 e 21 giugno mostrano uno scenario particolarmente pesante: nel cuore della notte, soprattutto sulla Val Padana, le temperature potrebbero rimanere ferme intorno ai 25-26°C. Non si escludono valori anche superiori nel cuore del cemento, soprattutto nell’area milanese, la più penalizzata in tutto il Paese per questo tipo di situazioni.

 

Ma anche altrove non va meglio

Se il Nord piange, il Meridione di certo non ride. Anche molte zone costiere del Centro-Sud, l’area dell’alto Adriatico e le due Isole Maggiori potrebbero vivere condizioni simili. Nelle località di mare il calo termico notturno sarà limitato e le temperature potrebbero restare sui 24-25°C per diverse ore. Il lato positivo di queste aree è che le massime non saranno esagerate – probabilmente di poco sopra i 30°C – valori comunque superiori alla media ma non così estremi come in Val Padana.

 

Per trovare un po’ di refrigerio sarà probabilmente necessario allontanarsi dalle pianure e dalle coste, cercando condizioni più miti nelle zone collinari o montane, dove l’altitudine potrà ancora offrire qualche grado in meno. È una conseguenza diretta dei Cambiamenti Climatici: le condizioni meteo stanno diventando insostenibili sia in pianura sia sulle coste, con le montagne prese letteralmente d’assalto non solo dai turisti, ma da chi cerca semplicemente un po’ di refrigerio.


Credit:

  • Copernicus Climate Change Service – Bollettino climatico Maggio 2026
  • ECMWF – Monitoraggio ondata di caldo estiva europea
  • Copernicus C3S – Climate Bulletin
  • European State of the Climate 2025 – C3S/ECMWF
  • European Commission – L’Europa si riscalda più velocemente della media globale
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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