
(TEMPOITALIA.IT) Non è dato sapere in dettaglio come possa evolvere il primo mese autunnale prossimo ad avviarsi, ossia Ottobre, tuttavia ci sono conferme, dagli ultimissimi aggiornamenti settimanali sul lungo termine, circa una piega che non sembrerebbe computare particolari azioni calde sul Mediterraneo centrale e, più nello specifico, sul territorio italiano. Certamente se fossimo in tempi con assenza di stravolgimenti atmosferici legati ai cambiamenti climatici, stravolgimenti anche eclatanti a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, in questa fase stagionale ci sarebbero pochi dubbi in riferimenti ad un trend evolutivo via via fresco e mediamente instabile o anche perturbato. I dubbi sul trend evolutivo, invece, sorgono spontanei se ci si trova in contesti in cui per oltre 15 mesi di fila si è battuto il record caldo mensile di mese in mese e, in più, in una serie di diversi anni, in cui la stagione autunnale ha sostanzialmente costituito una propaggine dell’estate.
Possibile, dunque, che il caldo potrebbe non avere più spazi per affermarsi sul Mediterraneo Centrale nel corso delle prossime settimane?Sembrerebbe proprio di sì. Intanto, questa tendenza, già vista da almeno 15 giorni negli aggiornamenti periodici sul lungo termine, è confermata e, dunque, la conferma non fa che rafforzare il trend prospettato. A parte configurazioni bariche un po’ più ibride nel corso della prima decade di ottobre – con flusso occidentale umido non particolarmente incisivo in termini depressionari, benchè spesso instabile, ma nemmeno promotori anticiclonici di particolare rilevanza – a seguire, sembrerebbe sempre più delinearsi un quadro barico all’insegna di moderate alte pressioni, ma più efficaci sui comparti centro occidentali continentali e orientali oceaniche, decisamente meno performanti sull’Europa centrale o centro-orientale e anche in corrispondenza del Mediterraneo centrale.
Insomma, si creerebbero via via i presupposti, soprattutto nel corso della seconda e terza decade di ottobre, per una circolazione prevalente impostata sempre più in senso Meridiano, quindi con correnti da Nord e con possibili azioni moderatamente depressionarie al suolo, i cui fulcri sarebbero più ricorrentemente collocabili sui settori centro orientali del nostro bacino.Tutte caratteristiche circolatorie, queste, che deporrebbero per un andamento termico decisamente sotto tono, non solo rispetto alle anomalie positive registrate nell’ottobre degli ultimi anni, ma anche rispetto ad una media storica più ampia, periodo trentennale 1991-2020. Nella mappa allegata abbiamo elaborato la possibile anomalia termica riferita all’intero mese prossimo, sulla base dei dati Long Range calcolati dal modello europeo ECMWF.
Da essa è bene visibile come su tutto il territorio italiano, le temperature medie per l’intero corso del mese, potrebbero risultare nella media trentennale e già questo sarebbe una decisa contro-tendenza rispetto a ottobre degli anni passati. Da evidenziare, in più, l’anomalia anche negativa su diversi settori centro settentrionali, quelli circoscritti dalla colorazione in blu, sui quali la media mensile del quadro termico potrebbe mostrarsi inferiore alla norma anche di 1/2°.Una piccolissima eccezione la farebbe la parte meridionale della Calabria, dove potrebbe esserci qualche lieve anomalia positiva, nell’ordine di 1/2°. Naturalmente in questa sede stiamo evidenziando il possibile trend termico relativo ad ottobre, ma a una temperatura nella norma o spesso sotto la norma, corrisponderebbe certamente anche una media instabilità, su cui, però, dettaglieremo in un nostro prossimo editoriale. (TEMPOITALIA.IT)






