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Alluvione mortale, devasta la regione di Valencia, in Spagna, decine e decine le vittime

Federica Autuori di Federica Autuori
30 Ott 2024 - 12:33
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Cambiamento Climatico, Cronaca Meteo
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Immagine di repertorio.

 

(TEMPOITALIA.IT) Le alluvioni che hanno colpito la regione di Valencia in Spagna tra martedì pomeriggio e la notte di mercoledì rappresentano uno dei peggiori disastri meteorologici che il paese abbia affrontato negli ultimi trent’anni. L’intensità e la rapidità delle precipitazioni hanno causato una catastrofe senza precedenti con oltre 61 vittime confermate e numerosi dispersi. Il fenomeno atmosferico responsabile di questa tragedia è una DANA (Depresión Aislada en Niveles Altos), un evento meteorologico tipico del Mediterraneo occidentale che ha generato condizioni di instabilità atmosferica estrema.

 

La formazione della DANA e l’intensità della pioggia

La DANA si è sviluppata con un isolamento di aria fredda in quota, formando una depressione chiusa che ha interagito con l’aria calda e umida presente sulle coste. In queste situazioni, i contrasti termici tra l’aria fredda e quella calda sulla superficie marina creano tempeste violente, con rovesci molto intensi che possono raggiungere anche i 200 mm di pioggia in un’ora. In questo caso, le precipitazioni hanno raggiunto picchi di circa 400 mm in sei ore, di cui 200 mm sono caduti in sole due ore.

Oltre alle intense piogge, la DANA ha causato venti estremamente forti, con raffiche fino a 133 km/h, e l’esondazione di fiumi come il Turia. Questo ha trasformato molte strade in fiumi di fango e trascinato via veicoli, causando gravi difficoltà nelle operazioni di soccorso. L’energia delle piogge ha portato anche a interruzioni di elettricità e telefonia, ostacolando ulteriormente le comunicazioni e l’organizzazione dei soccorsi.

Le aree più colpite e le drammatiche conseguenze

Le precipitazioni hanno colpito principalmente la regione di Valencia, devastando zone urbane e rurali. Tra le aree maggiormente danneggiate vi sono le città di Torrent, Paiporta, Chiva, Cheste, Alfafar e Alcudia. Anche i municipi di Massanassa, Alfafar e Sedavì hanno subito inondazioni estese, così come le località di La Torre e Horno de Alcedo. Nella Ribera Alta e nella zona di Utiel-Requena, la situazione è risultata particolarmente critica, con l’esondazione di diversi corsi d’acqua, tra cui i fiumi Magro, Poyo e Turia.

Nelle province limitrofe, come Castiglia-La Mancia e Andalusia, i venti hanno raggiunto velocità elevate e causato danni notevoli, mentre nelle Isole Baleari, particolarmente a Maiorca, si è registrata un’alluvione lampo nei giorni precedenti, sintomo di un quadro meteorologico estremamente instabile. L’accumulo di pioggia in alcune zone ha superato i 445 mm in poche ore, livelli che, combinati con il terreno già saturo, hanno facilitato l’esondazione dei corsi d’acqua.

Le devastanti conseguenze hanno visto un bilancio tragico: oltre alle 51 vittime, di cui almeno quattro bambini, si contano numerose persone disperse, con strade invase da fango, edifici danneggiati e linee ferroviarie interrotte. Autostrade bloccate e difficoltà nei trasporti hanno complicato ulteriormente l’accesso alle aree colpite.

La risposta delle autorità

Per fronteggiare l’emergenza, il governo spagnolo ha attivato un comitato di crisi, mobilitando oltre 1.000 soldati delle unità di emergenza per prestare soccorso nelle aree più colpite. È stata attivata la Procedura per Vittime Multiple, un protocollo di emergenza che consente di gestire le operazioni di soccorso in situazioni di grande calamità. È stato inoltre istituito un numero telefonico per facilitare la segnalazione delle persone scomparse e un appello a limitare gli spostamenti nelle zone a rischio.

Le operazioni di recupero sono coordinate anche a livello centrale, con il premier Pedro Sánchez che ha espresso il suo impegno nel sostenere la ricostruzione delle zone colpite e Re Felipe VI che ha trasmesso il suo cordoglio per le vittime e i loro familiari.

 

DANA: caratteristiche e influenza del cambiamento climatico

La DANA è un fenomeno naturale che si verifica quando una massa d’aria fredda si stacca dal flusso principale della circolazione atmosferica, generando una depressione chiusa. Queste situazioni di isolamento termico sono frequenti soprattutto nel periodo autunnale, quando la temperatura del Mar Mediterraneo è ancora elevata e i contrasti termici sono più accentuati. La presenza di aria calda e umida a livello del mare favorisce infatti l’innesco di temporali violenti che, come in questo caso, possono scatenare vere e proprie catastrofi naturali.

Negli ultimi decenni, i cambiamenti climatici hanno contribuito all’intensificazione delle DANA, rendendo questi fenomeni più frequenti e pericolosi. Con un aumento medio di 0,8°C delle acque mediterranee negli ultimi cento anni, le DANA tendono a generare precipitazioni più intense e a durare più a lungo. Questo fenomeno, noto come effetto climatico a “supercarburante”, è stato osservato anche in altri paesi del Mediterraneo, come l’Italia e la Grecia, dove le alluvioni sono divenute più intense e frequenti durante la stagione autunnale.

Le proiezioni climatiche per i prossimi anni indicano un probabile aumento di questi eventi meteorologici estremi, con un rischio crescente di alluvioni lampo e inondazioni. (TEMPOITALIA.IT)

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