
(TEMPOITALIA.IT) Il primo abbattimento significativo di elefanti in Zimbabwe risale al 1965. Negli anni ’80, una serie di abbattimenti fu effettuata per controllare la popolazione di elefanti, con l’ultimo nel 1988. Da allora, il governo ha evitato questa misura, preferendo altre strategie di gestione della fauna selvatica. Tuttavia, la situazione attuale ha costretto le autorità a riconsiderare questa opzione.
La siccità, attribuita al fenomeno climatico El Niño, ha avuto effetti devastanti sulla fauna selvatica dello Zimbabwe. Alla fine dello scorso anno, decine di elefanti sono morti nel Parco Nazionale di Hwange a causa della mancanza di acqua. La siccità ha anche causato il fallimento di numerosi raccolti, aggravando l’insicurezza alimentare nel paese. L’abbattimento degli elefanti è visto come una misura per ridurre la domanda sulle risorse idriche e fornire una fonte di cibo.
La decisione di abbattere gli elefanti ha sollevato preoccupazioni tra gli ambientalisti e gli esperti di conservazione. Gli elefanti sono protetti da convenzioni internazionali come la CITES. Farai Maguwu, del Centro per la Governance delle Risorse Naturali, ha sottolineato che gli elefanti non possono essere trattati come animali domestici e che esistono regole specifiche per la loro gestione. Alcuni conservazionisti sostengono che una popolazione di elefanti incontrollata possa danneggiare seriamente gli ecosistemi e gli habitat locali. (TEMPOITALIA.IT)






