
(TEMPOITALIA.IT) L’obiettivo principale dello studio era comprendere come l’ambiente spaziale influisca sui tessuti cardiaci umani. I ricercatori hanno utilizzato cellule staminali umane per creare tessuti cardiaci inviati alla Stazione Spaziale Internazionale. Questi tessuti sono stati monitorati e confrontati con tessuti simili mantenuti sulla Terra per osservare eventuali differenze significative.
Per realizzare questo studio, i ricercatori hanno impiegato tecniche avanzate di ingegneria tissutale e biologia cellulare. I tessuti cardiaci sono stati creati in laboratorio utilizzando cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC), che hanno la capacità di differenziarsi in vari tipi di cellule, inclusi i cardiomiociti. Una volta creati, i tessuti sono stati inviati nello spazio e mantenuti in condizioni controllate per un periodo di tempo prestabilito. Durante questo periodo, i tessuti sono stati monitorati utilizzando una serie di strumenti avanzati per misurare la loro funzionalità e integrità.
I risultati dello studio hanno mostrato che i tessuti cardiaci inviati nello spazio hanno subito un indebolimento significativo rispetto ai loro omologhi terrestri. Questo indebolimento è stato misurato attraverso una serie di test che hanno valutato la forza contrattile dei tessuti e la loro capacità di rispondere a stimoli elettrici. I tessuti spaziali hanno mostrato una riduzione della forza contrattile e una maggiore fragilità, suggerendo che l’ambiente spaziale potrebbe avere effetti deleteri sulla salute del cuore.
Oltre all’indebolimento, i tessuti cardiaci nello spazio hanno mostrato ritmi irregolari. Questi ritmi anomali sono stati rilevati attraverso elettrocardiogrammi (ECG) e altri strumenti di monitoraggio. I tessuti spaziali hanno mostrato una maggiore incidenza di aritmie, che potrebbero rappresentare un rischio significativo per gli astronauti durante missioni spaziali prolungate. Questi risultati suggeriscono che l’ambiente spaziale potrebbe influenzare negativamente la funzione elettrica del cuore. (TEMPOITALIA.IT)









