
(TEMPOITALIA.IT) Un uragano di categoria 3 colpisce la Florida
Il 9 ottobre 2024, il ciclone tropicale Milton ha colpito la costa occidentale della Florida, nei pressi di Sarasota, portando con sé venti a 193 km/h e una pressione centrale di 954 mb, classificandosi come uragano di categoria 3. Questo evento atmosferico ha avuto un impatto devastante sullo stato, portando piogge torrenziali paragonabili a quelle che si verificano una volta ogni 500 anni nella zona della Baia di Tampa. Nonostante l’intensità della tempesta, la Florida ha evitato danni peggiori poiché l’occhio del ciclone ha toccato terra a 32 chilometri a sud dell’ingresso della Baia, risparmiando alla città una mareggiata potenzialmente catastrofica di 3 metri, che avrebbe causato danni per decine di miliardi di dollari.
La mareggiata: impatto lungo la costa
La mareggiata causata da Milton ha avuto effetti devastanti lungo la costa della Florida, con picchi di oltre 1,5 metri registrati a Naples e Fort Myers. Questi livelli sono stati i più alti osservati dal 1965, in particolare lungo un tratto costiero di 130 chilometri da Siesta Key a Port Charlotte. In quest’area non sono presenti mareografi permanenti, ma esperti come Jamie Rhome del Centro Nazionale degli Uragani sono fiduciosi che la mareggiata abbia raggiunto tra i 2,7 e i 4 metri. Le stime preliminari, basate su immagini aeree e droni, supportano questa valutazione. Nei prossimi giorni, ulteriori dati provenienti da otto sensori portatili installati dal Servizio Geologico degli Stati Uniti tra Naples e Crystal River forniranno un quadro più preciso della portata della mareggiata.
Piogge record: inondazioni e impatti significativi
Le piogge torrenziali che hanno accompagnato Milton hanno provocato inondazioni diffuse in molte parti dello stato, specialmente nella regione della Baia di Tampa. Nella città di St. Petersburg, presso l’aeroporto Albert Whitted, si sono registrati 47 cm di pioggia in un solo giorno, il più alto totale giornaliero dal 1998. In particolare, 13 cm di pioggia sono caduti in una sola ora mentre Milton toccava terra, causando gravi allagamenti. Anche altri fiumi e corsi d’acqua nel centro-ovest e nord-est della Florida hanno subito inondazioni significative a causa delle piogge, e almeno un sito, Cypress Creek a Worthington Gardens, è previsto per raggiungere un livello record di 4,5 metri, superando il precedente record del 2004.
Tornado associati: un fenomeno insolitamente intenso
Oltre ai danni causati dal vento e dalla pioggia, Milton ha scatenato una serie di tornado nel sud e nel centro della Florida, aggravando ulteriormente la situazione. Questi tornado, alcuni dei quali particolarmente intensi, hanno colpito aree già vulnerabili, causando danni diffusi e provocando quattro vittime. Il fenomeno dei tornado associati agli uragani è noto, ma in questo caso i tornado sono stati insolitamente visibili, un fatto attribuito alla presenza di aria secca che ruotava attorno al ciclone. Questa instabilità atmosferica ha contribuito alla formazione di temporali di “mini-supercelle”, particolarmente favorevoli alla formazione di tornado nella parte anteriore destra del percorso dell’uragano.
Il Centro di Predizione delle Tempeste della NOAA ha registrato 38 rapporti preliminari di tornado durante l’evento. Questo numero rappresenta un record per la Florida, superando il precedente record stabilito durante l’uragano Frances del 2004, che aveva generato 24 tornado in quattro giorni. La visibilità eccezionale e la violenza dei tornado associati a Milton hanno sollevato preoccupazioni per la gravità dei danni, anche se i codici di costruzione rigidi della Florida, implementati dopo l’uragano Andrew, hanno probabilmente ridotto i danni strutturali rispetto a ciò che sarebbe potuto accadere in altri stati meno preparati.
Previsioni accurate: il ruolo del Centro Nazionale per gli Uragani
Il Centro Nazionale per gli Uragani (NHC) ha dimostrato una precisione notevole nel prevedere il percorso e l’intensità di Milton, con una deviazione inferiore a 32 chilometri. Le previsioni accurate hanno permesso ai residenti della Florida di prepararsi adeguatamente, riducendo il numero di vittime e di danni potenziali. Un ruolo chiave è stato svolto anche dai Cacciatori di Uragani della Forza Aerea e della NOAA, che hanno effettuato missioni per raccogliere dati critici sulle condizioni della tempesta.
Conclusioni: tranquillità temporanea sull’Atlantico
Dopo il passaggio di Milton, si prevede che l’Atlantico rimarrà tranquillo per almeno una settimana. Il NHC sta monitorando solo una onda tropicale al largo della costa africana, con una bassa probabilità di sviluppo. Tuttavia, verso la fine di ottobre, le condizioni potrebbero diventare più favorevoli per la formazione di nuove tempeste nel Caribe Occidentale. (TEMPOITALIA.IT)






