
(TEMPOITALIA.IT) Le calme equatoriali, conosciute anche come “doldrums”, sono state a lungo un enigma per i marinai e i meteorologi. Durante l’epoca della navigazione a vela, attraversare questa regione poteva significare giorni, se non settimane, di stallo a causa della mancanza di vento. I marinai temevano questa zona, poiché le navi potevano rimanere bloccate, incapaci di avanzare. Le calme equatoriali si trovano vicino all’equatore, dove i venti alisei dell’emisfero nord e sud si incontrano, creando una zona di bassa pressione e, tradizionalmente, si pensava che l’aria ascendente fosse la causa principale della mancanza di vento.
Per decenni, la teoria prevalente era che l’aria calda e umida si sollevasse dall’oceano, creando nuvole e temporali, e che questa aria ascendente fosse responsabile delle basse velocità del vento. Questo fenomeno era spiegato attraverso il concetto di convezione atmosferica, dove l’aria calda sale, si raffredda e poi ricade come pioggia, creando un ciclo continuo. Tuttavia, questa spiegazione non ha mai completamente chiarito perché le calme equatoriali fossero così persistenti e difficili da prevedere.
Julia Windmiller, una ricercatrice nel campo della meteorologia, ha condotto uno studio che potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione delle calme equatoriali. Secondo la sua ricerca, l’aria discendente, non ascendente, è la causa principale di questo fenomeno. Utilizzando dati satellitari e modelli climatici avanzati, Windmiller ha scoperto che l’aria fredda e secca scende dall’alto, stabilizzando l’atmosfera e impedendo la formazione di venti forti. Questo processo crea una zona di alta pressione che sopprime la convezione e mantiene le calme equatoriali. (TEMPOITALIA.IT)






