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Fa caldo, eppure la replica del “grande gelo del secolo” è dietro l’angolo. Previsioni meteo

Federico De Michelis di Federico De Michelis
28 Ott 2024 - 18:50
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’inverno meteorologico arrivàer tra un mese, e i contrasti termici accumulati a causa delle temperature eccezionalmente alte dei mesi scorsi, e quelli attuali, insieme al riscaldamento dei mari, stanno per determinare eventi meteo estremi nel bacino del Mediterraneo. I modelli matematici hanno previsto quello che è avvenuto:  la formazione di aree di cattivo tempo in grado di generare nubifragi e alluvioni in Italia.

 

Intanto, un’ondata di aria gelida proveniente dall’Artico Russo andrà verso l’Europa orientale, influenzata dai recenti cambiamenti climatici. Gli stati dell’Europa dell’Est e della Russia fronteggeranno intensi cicloni e potenti tempeste di neve. Da quelle regioni potrebbe giungere il temibile Buran, il termine russo per le tempeste di neve estreme, con il rischio di portare in Italia condizioni di freddo estremo capaci di abbassare i termometri a livelli record.

 

L’ormai prossimo mese di novembre sembra presagire una situazione meteo con affinità a quelle che precedettero il famoso dicembre 1984. Quel periodo, che molti ricordano come appartenente a un’altra “era climatica”, portò in Italia un’ondata di gelo indimenticabile. Gli esperti, tuttavia, ritengono che il clima odierno non sia ancora al punto di riproporre eventi di freddo estremo come quelli del gennaio 1985, che rimane una delle ondate più memorabili e dure della storia meteo italiana.

 

Studi pubblicati su Nature oltre che disasterphilanthropy.org hanno indagato i fenomeni di gelo degli ultimi inverni negli Stati Uniti, soffermandosi in particolare sull’evento straordinario che colpì il Texas nel febbraio 2021 e 2024 (gennaio). Durante quella ondata di freddo eccezionale, le temperature scesero bruscamente, causando danni significativi, e gli studiosi hanno esplorato come, paradossalmente, in un contesto di riscaldamento globale possano verificarsi ondate di freddo intenso. Questo fenomeno potrebbe essere legato all’aumento della variabilità climatica globale, secondo teorie recenti che si contrappongono a quelle più consolidate, le quali sostengono un generale aumento delle temperature. Infatti, la teoria che prevede un rafforzamento delle ondate di gelo in un clima più caldo è stata, in passato, trascurata dall’opinione pubblica e dagli stessi esperti.

 

L’episodio di freddo intenso negli Stati Uniti portò nel 2021, l’allora presidente americano a negare il ruolo del cambiamento climatico, al punto da giustificare il ritiro degli USA dagli accordi internazionali sul clima. Oggi, la comunità scientifica è concorde nell’affermare che il riscaldamento globale tende sì ad aumentare la temperatura media globale, ma a intervalli si alternano episodi di freddo intenso. Le ondate di gelo intense non sono scomparse, anzi, sono state osservate con maggiore frequenza e intensità in alcuni periodi.

 

Anche in Europa si registrano fenomeni di freddo estremo, come le recenti ondate di gelo che hanno interessato la Spagna e la Grecia negli ultimi due decenni. Questo cambiamento climatico ha reso le ondate di freddo più frequenti e intense nei luoghi colpiti, con nevicate abbondanti che si verificano sempre più spesso. Episodi di freddo estremo a dicembre e gennaio ricordano il gelo eccezionale del gennaio 1985, una data rimasta impressa nella memoria collettiva degli italiani. Tuttavia, il 1985 non rappresenta un’anomalia isolata e non esclude il ripetersi di fenomeni di gelo intenso anche in epoca attuale, come dimostrano i record recenti di temperature basse raggiunti in Siberia e altre aree del mondo, dove sono state registrate nevicate estreme.

 

Attualmente, l’Emisfero Sud sembra vivere le ondate di freddo maggiori rispetto alla media climatica, complici la fase di La Niña in arrivo, dopo l’episodio di El Niño. Nel Sud America, ad esempio, l’estate prossima potrebbe essere interessata da forti ondate di calore con picchi di temperatura molto elevati, indice di un clima in continua evoluzione. In Australia sono già attesi 45 gradi in questi giorni.

 

Sebbene il clima presenti ormai un’evidente variabilità, le previsioni specifiche per l’Italia rimangono incerte. Secondo i modelli meteo, quest’inverno potrebbe essere caratterizzato da temperature mediamente sopra la norma, con momenti alternati di freddo intenso. La situazione attuale in Europa mostra già alcuni segnali di raffreddamento, e vi sono ipotesi di un Natale con neve in alcune località, ma si tratta di proiezioni a lungo termine, con un margine di incertezza significativo.

 

Sembra curioso come le intense ondate di freddo si verifichino più raramente in Italia rispetto al passato. Le tipiche nevicate della Val Padana sono quasi scomparse, e il maltempo in arrivo nei prossimi giorni non dovrebbe portare neve in pianura, limitandosi piuttosto alle zone a quote più basse, in particolare nel settore adriatico della Penisola. L’evoluzione del freddo in Italia si presenta complessa, e gli esperti preferiscono attendere ulteriori conferme prima di formulare previsioni definitive.

 

Nel dicembre 1984 il primo freddo si manifestò in modo relativamente normale, senza anticipare l’ondata di gelo straordinaria che sarebbe poi arrivata a Capodanno e dopo l’Epifania. All’epoca, un evento di Stratwarming provocò un’inversione delle correnti, spingendo in Europa e Italia un’aria fredda proveniente dall’est, che, scontrandosi con le correnti occidentali, generò nevicate imponenti e perduranti. (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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