• Privacy
giovedì, 11 Giugno 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Le irruzioni d’aria gelida in Italia, quella più nevosa e quella più fredda

Andrea Meloni di Andrea Meloni
20 Ott 2024 - 12:50
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Wiki Meteo
Share on FacebookShare on Twitter

 

(TEMPOITALIA.IT) Le irruzioni di aria fredda che possono colpire l’Europa e l’Italia sono fenomeni meteorologici piuttosto comuni durante l’inverno, e dipendono dall’arrivo di masse d’aria fredda provenienti da diverse aree geografiche. Queste masse d’aria, che differiscono per origine e caratteristiche, possono portare cambiamenti significativi nel clima e nelle condizioni atmosferiche, provocando temperature rigide, neve, gelate e condizioni di meteo estremo.

 

Irruzione di aria fredda polare

Un tipo di irruzione molto frequente è quella causata dall’arrivo di masse d’aria polare. L’aria polare, tipica delle latitudini elevate dell’emisfero nord, può essere di due tipi principali: polare marittima e polare continentale. Questo tipo di aria si forma nelle regioni comprese tra i 55° e i 70° di latitudine nord, principalmente sopra l’Oceano Atlantico settentrionale o sopra le vaste pianure della Russia e dell’Europa orientale.

 

Quando una massa di aria polare si sposta verso sud, incontrando l’Europa e l’Italia, può portare un abbassamento improvviso delle temperature, soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio. In queste situazioni, l’Italia può essere divisa in diverse zone d’impatto. Nel Nord Italia, specialmente in Piemonte, Lombardia e Veneto, l’arrivo dell’aria polare può generare gelate intense, specie nelle aree prealpine e alpine. Il Centro Italia, con regioni come Toscana e Umbria, sperimenta temperature rigide ma meno severe rispetto al Nord, mentre nel Sud Italia, particolarmente in Puglia, Basilicata e Calabria, le irruzioni polari sono meno frequenti ma comunque in grado di portare un forte raffreddamento e occasionali nevicate. Nevicate abbondanti si possono avere in Appennino. In una prima fase, la Valle Padana e gran parte del Nord, patisce di Favonio, ovvero un vento adiabatico che causa un aumento iccipiente della temperatura che trae in inganno, perché poi piomberà il freddo al calare del vento.

 

Aria polare marittima

L’aria polare di origine marittima si sviluppa principalmente sopra gli Oceani freddi. In Europa, l’origine di queste masse d’aria è generalmente l’Atlantico settentrionale. Questa tipologia di aria è meno fredda rispetto all’aria continentale perché, nel suo percorso, transita sopra mari o Oceani che contribuiscono a riscaldarla. Tuttavia, l’aria polare marittima porta con sé grande umidità, che può tradursi in fenomeni nevosi intensi, soprattutto sulle zone costiere e montuose.

Quando questa massa d’aria raggiunge l’Italia, specialmente nel periodo invernale, può causare abbondanti nevicate nelle regioni settentrionali come l’Emilia-Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, a causa della condensazione dell’umidità presente. Il Nord Ovest risulta penalizzato per la neve, e si può verificare il Favonio, ovvero un vento di caduta, quindi adiabatico che causa un aumento della temperatura temporaneo. Tuttavia, tale massa d’aria contribuisce alla genesi del cuscinetto freddo padano.

Nel Centro Italia, regioni come le Marche e l’Abruzzo possono vedere accumuli nevosi significativi, specialmente nelle aree appenniniche, mentre nel Sud Italia e sulle Isole Maggiori, come la Sardegna e la Sicilia, l’aria polare marittima tende a manifestarsi con piogge fredde e, raramente, con neve a bassa quota. In Sardegna e Sicilia, ma sui rilievi, non sono rare nevicate abbondanti.

 

Aria artica proveniente dall’Artico russo

Un altro tipo di irruzione di aria fredda che può influenzare l’Europa e l’Italia è quello causato dall’aria di origine artica proveniente dall’Artico russo. Questa massa d’aria si sviluppa sopra le gelide superfici della Russia settentrionale e della Siberia durante la stagione invernale, quando il terreno e le acque superficiali raggiungono temperature estremamente basse.

L’aria artica russa è spesso estremamente gelida e secca, poiché viaggia sopra vaste pianure coperte di neve, senza incontrare mari o oceani che potrebbero riscaldarla. Quando questa massa d’aria raggiunge l’Europa, generalmente tra dicembre e febbraio, può portare con sé temperature estremamente rigide, scendendo spesso sotto lo zero anche di parecchi gradi. Nel Nord Italia, le ondate di freddo artico possono provocare forti gelate, mentre nel Centro Italia e nel Sud Italia l’impatto è meno intenso, ma comunque significativo. In Adriatico si possono avere forti nevicate che si estendono all’Emilia Romagna. Nevicate sono rare in tutto l’Appennino meridionale, e talvolta possono toccare quote basse della Sicilia. Occasionalmente, nubi e neve toccano anche la Sardegna.

Questo freddo può aggirare l’arco alpino e giungere anche dalla Valle del Rodano favorendo anche la formazione di una ciclogenesi mediterranea, poi ideale per nevicate anche in pianura, dalla Sardegna verso la Toscana ed il Lazio, e a quote molto basse al Sud Italia.

 

Il gelo siberiano

Il fenomeno più estremo in termini di irruzioni di aria fredda è rappresentato dal gelo siberiano. L’aria siberiana, anch’essa di origine continentale, si forma sulla Siberia, una vasta regione caratterizzata da inverni rigidissimi. Le temperature in questa parte del Mondo possono facilmente scendere tra i -40 e anche sotto-50 °C. Quando questa massa di aria fredda si mette in movimento e raggiunge l’Europa e l’Italia, può portare a un abbassamento drastico delle temperature, specie durante i mesi di gennaio e febbraio.

 

In Italia, gli effetti del gelo siberiano sono particolarmente marcati nel Nord Italia, con temperature che possono scendere facilmente sotto i -10/-15 °C in aree come la Pianura Padana. Nel Centro Italia, i fenomeni di gelo siberiano possono causare nevicate abbondanti soprattutto nelle zone appenniniche e adriatiche, come pure in Emilia Romagna, mentre nel Sud Italia e sulle Isole Maggiori, le temperature restano generalmente sopra lo zero, ma possono comunque verificarsi gelate notturne, soprattutto nelle zone interne. Le maggiori ondate di gelo siberiano possono causare nevicate in pianura sino alla Sicilia e la Sardegna.

 

Queste irruzioni di aria fredda, che derivano da masse d’aria polare, artica e siberiana, rappresentano uno dei principali fenomeni di meteo estremo invernale che possono colpire l’Italia. Quando si associano a basse pressioni sul Mar Tirreno, si realizzano nevicate importanti in quasi tutta Italia. Un classico di questi fenomeni avvenne nel 1985 e 2012. (TEMPOITALIA.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Meteo: prossima settimana parte male! Altri nubifragi su queste regioni

Prossimo articolo

Meteo: altro che bel tempo, si prepara un altro ciclone la prossima settimana

Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

Prossimo articolo

Meteo: altro che bel tempo, si prepara un altro ciclone la prossima settimana

Estate pronta ad esplodere

Caldo forte dal weekend, ma il peggio aspettiamocelo dal 18 giugno

10 Giugno 2026

Escalation termica paurosa: ecco l’ESTATE rovente. Bene o male, ci tocca

10 Giugno 2026

Meteo: raffica di temporali al Nord, poi la Svolta

10 Giugno 2026

Riscossa dell’Alta Pressione Africana: Italia nel mirino da Sabato 13, intervista all’esperto

10 Giugno 2026
Estate pronta a decollare

Weekend con svolta anticiclonica, più sole e caldo in aumento

9 Giugno 2026

Tra caldo e rinfrescate, l’ESTATE procede a singhiozzo: l’attesa aumenta

9 Giugno 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.