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Home A La notizia del Giorno

Monte Fuji in Giappone finalmente coperto di neve con un mese di ritardo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
06 Nov 2024 - 14:25
in A La notizia del Giorno, Cambiamento Climatico, Cronaca Meteo
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(TEMPOITALIA.IT) La cima del Monte Fuji, con i suoi 3.776 metri di altezza, domina il paesaggio del Giappone ed è una figura simbolica di bellezza e spiritualità per il paese. Ogni anno, l’immagine del monte ricoperto di neve attira visitatori da ogni angolo del Mondo, oltre ad apparire in opere d’arte e fotografie come emblema della natura giapponese. Tuttavia, nel 2024, questo panorama familiare ha subito un’improvvisa alterazione: la neve è giunta con un mese di ritardo rispetto alla media stagionale, un fenomeno senza precedenti nella storia climatica recente del Giappone.

 

Ritardo nella nevicata

La prima neve sul Monte Fuji tende a comparire attorno al 2 ottobre, ma quest’anno ha tardato di un mese, comparendo solo all’inizio di novembre. Tale ritardo rappresenta un record storico: le osservazioni ufficiali, che risalgono al 1894, non avevano mai registrato un simile slittamento. Già nel 2023 si era notato un leggero ritardo, con la prima neve caduta il 5 ottobre. Ma nel 2024 l’attesa è durata fino a novembre, destando grande interesse tra climatologi e abitanti, poiché la neve del Monte Fuji è un indicatore simbolico delle stagioni e delle condizioni climatiche locali.

 

Cause del ritardo

Gli studiosi spiegano che questo ritardo senza precedenti è dovuto a temperature insolitamente alte, registrate nel periodo autunnale. A ottobre, la cima del Monte Fuji raggiunge solitamente una temperatura media di -2°C; tuttavia, nel 2024, le temperature medie si sono attestate su un sorprendente 1,6°C, record mai registrato dal 1932. I livelli di calore insoliti hanno così ostacolato la comparsa della neve. Secondo l’Agenzia Meteorologica Giapponese, l’estate 2024 è stata la più calda mai registrata, con temperature da giugno ad agosto superiori di 1,76°C rispetto alla media storica. Questi dati rivelano una tendenza preoccupante, che indica un cambiamento meteo e climatico sempre più evidente, con effetti diretti anche su un simbolo culturale come il Monte Fuji.

 

Il cambiamento climatico

L’assenza prolungata di neve sulla cima del Monte Fuji è considerata da molti in Giappone un segnale tangibile del cambiamento climatico. Gli effetti di queste alterazioni del meteo si riflettono soprattutto sulle zone montuose, i cui ecosistemi si basano su un equilibrio delicato tra temperature e risorse idriche provenienti dallo scioglimento delle nevi. Gli studiosi osservano che, sebbene non si possa attribuire a un singolo evento la prova definitiva del cambiamento climatico, la tendenza generale verso temperature più alte e fenomeni meteo estremi rispecchia le previsioni associate al riscaldamento globale. La comunità scientifica teme che questi cambiamenti possano alterare radicalmente l’equilibrio ecologico delle zone alpine italiane, e delle aree montane in generale, Appennino compreso. (TEMPOITALIA.IT)

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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