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Maggio ribalta tutto: niente estate in anticipo, freddo e temporali ancora protagonisti

Luca Martini di Luca Martini
20 Apr 2026 - 14:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Guardare fuori dalla finestra in questi giorni può trarre in inganno. Il caldo che ha stretto in quest’ultima settimana l’Italia può aver fatto pensare a molti che l’Estate sia già arrivata. Eppure i segnali che arrivano dai modelli per Maggio raccontano qualcosa di molto diverso, e vale la pena capire perché.

 

La stratosfera ha già scritto il copione di Maggio

La chiave di tutto si trova a decine di chilometri di altitudine, ben oltre la soglia delle nuvole visibili. In stratosfera si è consumato nelle ultime settimane il cosiddetto Final Warming: il riscaldamento finale della stratosfera polare che decreta ogni anno la fine del regime invernale alle quote più alte dell’atmosfera. Un processo fisiologico, ma quest’anno arrivato con largo anticipo rispetto alla norma. Quando il collasso avviene in anticipo, la circolazione emisferica che ne deriva tende a essere più turbolenta, con conseguenze che si propagano verso il basso, fino alla troposfera, per settimane.

Il Vortice Polare, quella vasta struttura ciclonica di aria gelida che staziona sopra le latitudini artiche durante i mesi freddi, ha già esaurito la sua spinta. Nel dissolversi, ha liberato impulsi di aria fredda verso le medie latitudini, favorendo la formazione di blocchi anticiclonici alle alte latitudini che spingono le masse d’aria fredda verso sud. Questa dinamica, attiva già in queste ultime settimane di Aprile, non si esaurirà con il cambio di mese. Anzi, la prima decade di Maggio potrebbe rivelarsi particolarmente turbolenta sull’Europa.

 

Non è la prima volta che Maggio sorprende

Chi vive nel Nord Italia sa che questo mese nasconde spesso insidie che il calendario primaverile non lascia presagire. Nel Maggio 2019 il freddo si prolungò ben oltre ogni aspettativa ragionevole, con nevicate a quote collinari e temperature notturne da fine inverno. Quattro anni dopo, nel Maggio 2023, fu l’Emilia-Romagna a pagare il prezzo di un’atmosfera fuori controllo, con precipitazioni di straordinaria intensità che causarono alluvioni devastanti. La storia recente suggerisce che fidarsi ciecamente della primavera avanzata sia un rischio concreto.

 

L’anticiclone africano ai margini, l’Atlantico prende il comando

Quello che i modelli ECMWF e GFS mostrano con una certa coerenza è l’assenza di una struttura anticiclonica di origine subtropicale capace di imporsi stabilmente sul Mediterraneo. L’alta pressione africana, quando si affaccia, sembra destinata a rimanere ai margini della scena, relegata verso la Penisola Iberica o verso il Sud più profondo della penisola, senza la solidità necessaria a garantire giorni stabili e caldi su scala nazionale. Al suo posto, una circolazione atlantica più vivace manterrà aperta la porta a perturbazioni e correnti fresche di origine nordeuropea.

Il risultato atteso è un Maggio segnato da sbalzi termici frequenti, precipitazioni abbondanti soprattutto al Nord, e quella sensazione di instabilità diffusa che rende difficile qualsiasi pianificazione meteorologica. Le regioni settentrionali e parte del Centro Italia risulteranno le più esposte, mentre il Sud potrà godere a tratti di condizioni più miti, senza però escludere episodi di temporali convettivi anche intensi. Per Milano, Torino e l’intera fascia prealpina il rischio di fenomeni intensi nel pomeriggio sarà ricorrente, con grandinate che in questa stagione possono svilupparsi con rapidità sorprendente.

 

L’estate non è dietro l’angolo

Le proiezioni disponibili escludono un’estate anticipata entro la fine di Maggio. Le anomalie di pressione sull’Europa centrale e sul Mediterraneo che i modelli mostrano con una certa persistenza rendono poco probabile un ritorno dell’anticiclone africano in forma stabile prima di Giugno, e anche quell’orizzonte resta da verificare. Le eventuali fiammate calde che si intercaleranno tra un impulso perturbato e l’altro saranno brevi e circoscritte, senza la continuità necessaria per parlare di estate vera.

Le precipitazioni nel complesso si preannunciano superiori alla media del periodo soprattutto al Nord, una notizia tutt’altro che negativa per le riserve idriche in vista dell’estate, anche se i fenomeni convettivi intensi non garantiscono una ricarica efficiente delle falde come farebbero le piogge prolungate e diffuse. La situazione resta in evoluzione e i prossimi aggiornamenti modellistici daranno una lettura progressivamente più dettagliata. Per ora la tendenza di fondo è chiara: Maggio 2026 si preannuncia un mese da affrontare con aspettative ridimensionate e qualche strato in più nell’armadio.

  (TEMPOITALIA.IT)

Credit

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NCEI – National Centers for Environmental Information
  • DWD – Deutscher Wetterdienst
  • Météo-France – Prévisions et modélisation
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Ponte del Primo Maggio a rischio temporali: i modelli mostrano scenari PREOCCUPANTI

Luca Martini

Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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