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138216 1Un gruppo di astrofisici ha ipotizzato di aver identificato prove dell’esistenza delle corde cosmiche, strutture unidimensionali teorizzate come fratture residue dell’universo primordiale. Originatesi durante i primi istanti di espansione cosmica, queste entità, proposte negli anni ’70 da Tom W. B. Kibble e poi integrate nella teoria delle stringhe, sono estremamente sottili, più strette di un protone, ma si estenderebbero per grandi distanze.

 

Le corde cosmiche, descritte come “crepe” nell’universo, non sono mai state osservate direttamente, nonostante l’adozione di diverse metodologie per la loro individuazione. Secondo la Collaborazione Scientifica LIGO, una volta formatesi, queste strutture oscillano, emettono onde gravitazionali, si restringono e infine evaporano. Le cuspidi, ossia i punti di strozzatura delle corde, si muoverebbero a velocità prossime a quella della luce, generando intense emissioni gravitazionali.

 

Il Fondo Cosmico a Microonde (CMB), la radiazione residua del Big Bang, rappresenta un ulteriore strumento per individuare le corde cosmiche. Un recente studio ha individuato potenziali candidati in una regione denominata CSc-1, suggerendo che queste strutture, se reali, sarebbero estremamente dense, capaci di produrre onde gravitazionali rilevabili. Inoltre, potrebbero causare il fenomeno della lente gravitazionale, che distorce lo spazio-tempo attorno a oggetti massicci, amplificando la visione di oggetti lontani.

 

Nella regione CSc-1, due galassie osservate attraverso il Telescopio Chandra dell’Himalaya potrebbero essere una sola, influenzata da una corda cosmica. Gli spettri delle galassie risultano simili, rafforzando l’ipotesi della lente gravitazionale. Modelli basati su geometrie complesse di corde cosmiche spiegano come tali strutture possano curvarsi nel piano dell’immagine e inclinarsi rispetto alla linea di vista, rendendo le osservazioni compatibili con la presenza di una corda.

 

Un esempio significativo è la coppia di galassie SDSSJ110429-A,B, il cui angolo osservato tra i componenti può essere spiegato assumendo una corda fortemente inclinata e curvata. Inoltre, un segno isofotale netto osservato in una delle immagini, insieme ai dati spettroscopici e del CMB, rafforza la possibilità di una rilevazione diretta.

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