(TEMPOITALIA.IT) Questo comportamento, sebbene possa apparire scioccante, è considerato normale nella vita degli orsi. Gli esperti affermano che l’aggressività e il cannibalismo sono comportamenti che possono manifestarsi in diverse specie animali, inclusi gli orsi, come strategie di sopravvivenza. Tuttavia, il rischio di contrarre malattie attraverso il consumo di conspecifici malati può rappresentare un deterrente. Inoltre, il cannibalismo è stato collegato alla trasmissione di malattie neurodegenerative, come il morbo della mucca pazza e, negli esseri umani, il kuru.
Larry Van Daele, un esperto che ha lavorato per oltre quarant’anni con gli orsi bruni costieri, ha osservato che le cicatrici di Patches potrebbero essere il risultato di precedenti conflitti con altri orsi. Nel 2012, Patches era stato visto mentre custodiva il corpo di un altro orso morto, comportamento interpretato dai ranger come una forma di approvvigionamento alimentare.
Ogni orso ha una personalità e una storia unica, e non è escluso che i due orsi coinvolti nel conflitto si conoscessero già, il che potrebbe aver influenzato l’aggressione di Patches. Dopo l’uccisione, il corpo dell’orso 402 è stato trascinato a riva, dove l’orso dominante del fiume Brooks, numero 32, ha preso il sopravvento, nutrendosi dei resti.
Nonostante Patches apparisse in buona salute, il suo comportamento potrebbe essere stato influenzato dalla fame stagionale estrema, nota come iperfagia, che spinge gli orsi a incrementare significativamente il loro apporto calorico in preparazione al letargo invernale. Questo stato di fame intensa è stato osservato anche in altri casi tragici, come l’attacco mortale a Timothy Treadwell e la sua compagna Amie Huguenard nel 2003. (TEMPOITALIA.IT)




