Questo fenomeno, noto come alluvione da sfondamento di lago glaciale (GLOF), è stato monitorato in tempo reale attraverso immagini satellitari dagli scienziati dell’Istituto Niels Bohr dell’Università di Copenhagen. Aslak Grinsted, ricercatore climatico presso l’istituto, ha paragonato l’energia rilasciata dall’alluvione glaciale a quella prodotta dalla più grande centrale nucleare del mondo operante a pieno regime per 22 giorni.
Le cause di tali eventi possono essere naturali, come l’accumulo d’acqua, l’erosione, nevicate o piogge intense, terremoti ed eruzioni vulcaniche, ma anche antropogeniche, legate al riscaldamento globale che provoca lo scioglimento dei ghiacciai. Grinsted sottolinea l’importanza di comprendere meglio questi fenomeni per poter emettere avvisi tempestivi in caso di rischio imminente, specialmente considerando che il riscaldamento globale sta aumentando il pericolo derivante dai laghi glaciale.
Fortunatamente, l’area intorno al Lago Catalina è scarsamente popolata, quindi il rischio per gli esseri umani è stato minimo. Tuttavia, esistono numerosi laghi proglaciali in aree densamente popolate del mondo, e uno studio del 2023 ha stimato che circa 15 milioni di persone sono a rischio di alluvioni glaciali mortali, soprattutto in India, Pakistan, Perù e Cina.
Grinsted prevede che, con il progressivo ritiro della calotta glaciale della Groenlandia nei prossimi secoli, potrebbero verificarsi sfondamenti ancora più grandi. Egli cita l’esempio del Lago Missoula, che alla fine dell’ultima era glaciale ha avuto uno sfondamento 2.500 volte maggiore rispetto all’evento recente del Catalina.
Nonostante le prospettive possano sembrare cupe, i ricercatori vedono anche un potenziale positivo: l’immensa quantità di energia rilasciata dai GLOF potrebbe essere sfruttata come fonte di energia verde. L’evento del Lago Catalina, ad esempio, avrebbe potuto fornire continuativamente 50 megawatt di elettricità, sufficienti a soddisfare i bisogni di una piccola città. Sebbene la costruzione dell’infrastruttura necessaria per sfruttare questa potenza in un luogo come la Groenlandia non sia semplice, l’idea è allettante.