(TEMPOITALIA.IT) L’Inverno è solo agli inizi, ma quest’anno si è già mostrato e il meteo è pronto a riservare grossi colpi di scena. La neve è già arrivata in alcune parti d’Italia. Ora arriva il bello, con freddo e neve attesi protagonisti proprio nel periodo di Natale e si tratta di una novità assoluta e per certi versi sorprendente.
L’andamento degli ultimi anni è assolutamente eloquente. Le alte pressioni avevano monopolizzato la scena, impedendo ondate di freddo e neve non solo in Italia, ma anche in gran parte d’Europa. Freddo e neve a Natale rappresentano quindi per paradosso un’anomalia, visto che non capitano da tanto tempo.
Sarà davvero l’anno giusto del ritorno della neve fino in pianura? Sarebbe l’ora soprattutto in Val Padana dove la neve era di casa tutti gli anni. Ora invece una bella nevicata abbastanza estesa non avviene da svariati anni. Per ora possiamo dire che quest’Inverno sta riportando una parvenza di normalità.
Il potenziale c’è tutto, almeno sulla carta. Gli indici climatici ci vengono incontro e soprattutto osserviamo un Vortice Polare molto più vulnerabile e non così compatto come era costantemente gli ultimi inverni. Ricordiamo che quando il Vortice Polare è compatto e gira a mille, l’aria più fredda rimane verso nord.
Solo nel momento in cui il Vortice Polare è più debole, l’aria dal Circolo Polare Artico può affondare fino alle nostre latitudini. Il Vortice Polare sta oscillando tra piccoli momenti di ripresa e fasi di maggiore debolezza. In prospettiva, ora entro inizio Gennaio sembra esserci un nuovo indebolimento del Vortice Polare.
Potrebbe essere la stagione giusta per grandi eventi, specie in caso di innesco di uno stratwarming, che è un riscaldamento in stratosfera che può ulteriormente frantumare il Vortice Polare. Alcune ondate di grande gelo e neve dal passato sono scaturire proprio da questo evento.
Un inverno su tutti, che spicca per la sua severità, è sicuramente quello del 1985. Quell’anno ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva, particolarmente per il mese di gennaio, etichettato come il più gelido nell’arco di almeno mezzo secolo in Italia, superando anche il 1963.
Temperature glaciali e badilate di neve dopo un periodo di calma e mitezza
La colonnina di mercurio crollò verso picchi da record, con temperature che si abbassarono fino a -28°C nella pianura bolognese e -25°C in Val d’Arno, in Toscana. Si tratta di temperature glaciali, enfatizzate dalla presenza della tanta neve al suolo e dal cosiddetto effetto albedo.
Per comprendere appieno la portata di tale evento, è necessario partire da dicembre 1984. In quel periodo, l’Europa era sotto l’egemonia di un regime di alta pressione. In tale contesto, gran parte del continente europeo registrò valori di pressione atmosferica piuttosto elevati.
La prima metà di dicembre 1984 fu caratterizzata da un regime di alta pressione sull’Italia e su gran parte dell’Europa, ma non avevamo a che fare con un freddo di origine siberiana. L’anticiclone russo era comunque relegato ad est e quindi si poteva godere di temperature persino a tratti miti.
Nulla faceva presagire quello che sarebbe successo a seguire. Il vero gelo si manifestò più avanti. La riflessione che possiamo dedurre è come talvolta, gli eventi climatici più estremi si sviluppano in maniera inaspettata. Nessuno può escludere la ripetizione di un evento di gelo simile quest’anno o nei prossimi anni. (TEMPOITALIA.IT)






