
L’alta pressione di origine nordafricana che domina l’Italia garantirà stabilità atmosferica fino al 31 dicembre, accompagnata da un marcato aumento delle temperature, soprattutto in quota. Questo anticiclone, caratterizzato da aria calda, causerà un deciso rialzo termico, portando valori significativamente superiori alla media stagionale. Sulle Alpi, le temperature restano miti persino oltre i 3000 metri, mentre nelle valli alpine e nella Pianura Padana si osservano forti escursioni termiche: pomeriggi con valori prossimi ai 10 °C, ma notti che scendono fino a -5 °C.
Nonostante il clima mite, nelle aree sciistiche alpine questa situazione risulta sfavorevole per la neve già presente. Inoltre, il consistente innevamento sull’Appennino subirà un rapido scioglimento a causa dell’aumento termico.
Cambio meteo dopo Capodanno
Dal 3 gennaio, un’area di bassa pressione accompagnata da aria molto fredda in arrivo dai Balcani porterà un netto calo delle temperature in tutta Italia. Tuttavia, la previsione delle precipitazioni nevose nel Nord Italia resta incerta. Alcuni modelli suggeriscono il rapido spostamento della depressione verso sud, lasciando il Nord sotto cieli sereni, mentre altre proiezioni indicano un peggioramento diffuso.
Previsioni dal 1° al 4 Gennaio
- 1° Gennaio: aumenta la nuvolosità sulle regioni tirreniche e sul Nord-Ovest, con precipitazioni iniziali su Sardegna e Sicilia. Possibili fiocchi di neve sulle Alpi occidentali e sull’Appennino toscano.
- 2 Gennaio: le prime nevicate potrebbero raggiungere il Nord-Ovest a quote molto basse, con possibili fioccate in Val Padana. Non si esclude una nevicata significativa, ma le proiezioni rimangono confuse.
- 3 Gennaio: si intensifica la perturbazione con un minimo di bassa pressione sul Nord Italia, favorendo neve a quote molto basse, probabilmente fino al Centro-Ovest della Pianura Padana. Potrebbero verificarsi nevicate a Milano e Torino, ma la conferma resta incerta.
- 4 Gennaio: la bassa pressione si sposterà verso l’Adriatico, portando aria fredda su gran parte del paese e abbassando ulteriormente la quota neve.
Evoluzione per l’Epifania e oltre
Le proiezioni per l’Epifania prevedono un’irruzione di aria fredda, con particolare coinvolgimento delle regioni centrali, dell’Emilia-Romagna, della Sardegna e del Nord-Est. La bassa pressione potrebbe posizionarsi sullo Jonio, favorendo nevicate a bassa quota lungo l’Appennino, soprattutto sul versante adriatico, nel Sud Italia, nel nord della Sicilia e nella Sardegna orientale.
Dopo l’Epifania, tra il 7 e l’8 gennaio, una nuova bassa pressione sul Baltico meridionale potrebbe influenzare l’Italia, portando un ulteriore calo termico. Alcuni modelli suggeriscono che questa fase fredda possa durare circa una settimana, ma sono necessari ulteriori aggiornamenti meteo per confermarne l’intensità.
