(TEMPOITALIA.IT) La magia della neve che scende proprio nella notte di Natale non avrebbe scenari pari, in termini di suggestione, per tanti appassionati della dama, ma anche per i sognatori e i romantici in genere.
E’ piuttosto raro, o perlomeno certamente raro lo è stato almeno negli ultimi 20/30 anni, assistere a una nevicata proprio nella notte di Natale o tra la Vigilia e Natale, naturalmente ci riferiamo alle basse quote o alle aree pianeggianti:
la presenza ricorrente della dama sui monti è altro discorso, perchè si è pur sempre in inverno. Sappiamo bene, infatti, che affinché il fenomeno nevoso si verifichi in maniera piuttosto diffusa sul territorio italiano e soprattutto che si verifichi alle quote basse o pianeggianti, necessita una coesistenza spesso fortuita di circostanze bariche, termiche e circolatorie in genere.
Che queste poi, cadano proprio nella fase più magica dell’anno, appunto la fase natalizia, ha una probabilità su 20, dunque nell’ordine percentuale del 5%.
Ma, ciò premesso, come potrebbero essere Vigilia e Natale 2025 prossimi? Mancano tanti giorni, ancora, 11/12 circa, quindi certamente l’indagine in questa sede non può essere una previsione, ma può configurarsi una tendenza e non affatto campata in aria.
A supporto di essa, infatti, ci sono dati sul lungo termine piuttosto uniformi, da parte dei vari centri di calcolo, e abbastanza lineari pure da qualche giorno a questa parte.
Se la Vigilia di Natale e Natale fossero domani, in base alle carte di oggi (ma da almeno 3/4 giorni) previste per queste date, si tratterebbe di una ricorrenza natalizia assolutamente d’eccezione: contesto della natività invernale, governato da correnti mediamente fredde settentrionali e con nevicate diffuse fino a bassa quota su buona parte dell’Italia.
Nella mappa interna allegata, abbiamo evidenziato, a scala di colore turchese, poi verso il blu più tenue e più intenso, i settori italiani interessati da possibile neve bassa o anche fino in pianura al Centro Nord.
Questi son dati che derivano dall’insieme di tutte le simulazioni ensemble dei vari modelli mondiali, dunque con buona affidabilità in termini di tendenza, non certamente in termini strettamente previsionali, come già specificato.
Ebbene, i fiocchi sarebbero molto probabili su tutte le aree circoscritte in turchese, quindi su tutte le Alpi fino in valle, su molte pianure del Nord e diffusamente sulle aree interne centro meridionali, fino a bassa quota.
Le dinamiche bariche, vedrebbero l’ingresso di un sistema instabile a carattere freddo nel giorno proprio della Vigilia, martedì 24.
Per buona parte della giornata, le precipitazioni potrebbero essere diffuse da Nord a Sud, già con aria fredda di una certa rilevanza al Centro Nord e, dunque, con fiocchi in pianura al Nord, a quote collinari sul Centro Appennino, via via fino alla Campania, Nord Puglia;
magari ancora neve sopra 1000 m sul resto del Sud. Dalla sera di martedì, poi nella notte di Natale e ancora per Natale, mercoledì 25, il sistema perturbato a carattere freddo e di origine artica, potrebbe via via scivolare verso Sud e interessare in maniera più diretta le regioni centro meridionali.
In questa fase, continuerebbero piogge diffuse al Centro Sud, anzi qui in intensificazione, e la neve scenderebbe di quota ovunque, con fiocchi a bassa quota su tutte le aree interne centro meridionali e magari anche fino al piano su quelle adriatiche.
Sarebbero computati diversi centimetri fino a bassa quota, specie sulle aree a scala di blu. Stando alle dinamiche di massima, tra la notte di Natale e Natale, il Nord potrebbe liberarsi dai sistemi instabili e vedere un miglioramento, salvo ancora fiocchi su Alpi, specie di confine, ma con temperature gelide.
Questo il quadro a ora. Non ci resta che vagliare quotidianamente le simulazioni proposte dai modelli ed, eventualmente, confermare o smentire questa tendenza a freddo e neve proprio verso Natale, scenario che, se effettivamente si realizzasse, si configurerebbe come un “unicum” meteo da decenni a questa parte. (TEMPOITALIA.IT)






