• Privacy
lunedì, 8 Giugno 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Lo Split del Vortice Polare preoccupa per le conseguenze meteo

Federico De Michelis di Federico De Michelis
28 Gen 2025 - 18:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
Share on FacebookShare on Twitter

(TEMPOITALIA.IT) Viviamo ormai un gennaio che somiglia ad un marzo inoltrato. Non so se sia necessario aggiungere altro a quello che stiamo osservando in ambito meteo. Temperature follemente elevata ancora una volta, fin sino al Nord Italia, dove per altro, in Lombardia è scattata l’allerta meteo per nubifragi con temporali in stile estivo nelle Alpi, vabbé poi si è rimesso a nevicare sui 1500 metri. In Toscana ci sono stati nubifragi, temporali nelle coste e immediato entroterra di Veneto e Friuli.

La natura, l’atmosfera ci mostrano un clima alla deriva, ed in questo contesto meteo sembrerà fuori luogo parlare dei rischi dell’inverno, ma perché lo siamo, è gennaio, non è marzo. Ci sono fortissimi scambi di masse d’aria, e un’onda calda avvolge l’Italia, per ora, ma poi cambierà tutto ancora una volta.

Il VORTICE POLARE rappresenta uno dei fenomeni più importanti nel meteo globale, e questo perderà forza, e allora saranno guai seri in ambito meteo, ovviamente. il vortie non altro che una circolazione ciclonica di aria estremamente fredda che abbraccia le regioni attorno al Polo Nord, estendendosi dalla troposfera fino alla stratosfera. Quando questa gigantesca struttura atmosferica subisce variazioni di assetto, l’intero sistema meteo dell’emisfero settentrionale può risentirne in modo significativo.

Tra i vari eventi che coinvolgono il VORTICE POLARE, uno dei più noti è il cosiddetto SPLIT DEL VORTICE POLARE, fortemente connesso a improvvisi riscaldamenti stratosferici chiamati STRATWARMING.

 

Ma lo SPLIT può succedere anche senza STRATWARMING. Questo scenario può influenzare il clima di molte aree, con conseguenze tangibili anche in EUROPA. L’eventuale arrivo del GELO SIBERIANO nel MAR MEDITERRANEO è un aspetto cruciale, poiché ITALIA risulta particolarmente esposta ai contrasti termici che si instaurano nelle sue acque relativamente miti durante la stagione invernale.

 

Per comprendere a fondo cosa è lo SPLIT DEL VORTICE POLARE, bisogna innanzitutto soffermarsi sul significato del termine VORTICE POLARE. Questa grande “vortice” di bassa pressione si forma durante l’inverno, quando la luce solare è scarsa o del tutto assente alle latitudini polari, e le temperature calano drasticamente. A volte, all’interno della stratosfera, si verifica un rapido aumento delle temperature che prende il nome di STRATWARMING. Questo riscaldamento può essere così intenso da destabilizzare il VORTICE POLARE e causare una vera e propria divisione della sua struttura in più lobi: è qui che si manifesta il SPLIT DEL VORTICE POLARE.

 

Dopo il punto di rottura, la circolazione si separa in due o più parti, influenzando anche il VORTICE POLARE troposferico. Il fattore chiave è la maniera in cui i venti che ruotano attorno al Polo Nord subiscono un rallentamento o addirittura un’inversione. Se il fenomeno si estende in modo significativo dalla stratosfera verso la troposfera, si possono sviluppare blocchi di alta pressione alle medie latitudini, facilitando la discesa di masse d’aria gelida verso le regioni più meridionali, inclusa l’EUROPA.

 

Una volta che lo SPLIT DEL VORTICE POLARE si innesca nella stratosfera, le sue ripercussioni sul livello troposferico possono essere notevoli. L’eventuale indebolimento o la frammentazione del VORTICE POLARE a quote inferiori permette ad aree di bassa pressione, cariche di aria molto fredda, di penetrare in direzione di zone temperate. Questa dinamica si traduce in un brusco cambio di meteo, con temperature che possono scendere anche di parecchi gradi al di sotto delle medie stagionali.

 

Quando la circolazione troposferica viene perturbata, si creano condizioni favorevoli per la formazione di promontori anticiclonici in prossimità dell’Atlantico o del Mar di Groenlandia. Tali blocchi di alta pressione ostacolano il flusso zonale, che solitamente trasporta correnti più miti dall’oceano. La conseguenza è la possibilità che l’ARIA di origine artica o perfino il GELO SIBERIANO invadano porzioni estese di EUROPA, innescando ondate di freddo eccezionali. Questo tipo di scenario meteo non è assicurato ogniqualvolta si verifichi uno STRATWARMING, ma le probabilità aumentano sensibilmente se il riscaldamento stratosferico è particolarmente intenso e persistente.

 

La EUROPA si trova in una posizione geografica delicata. A ovest è influenzata dalle correnti umide provenienti dall’Atlantico, a est può ricevere impulsi freddi dalla SIBERIA e a nord può essere interessata da aria gelida artica. Quando il VORTICE POLARE perde la sua compattezza per lo SPLIT DEL VORTICE POLARE, si può verificare un blocco della circolazione occidentale che apre le porte a massicce irruzioni di ARIA continentale molto fredda.

La potenza del GELO SIBERIANO risiede non solo nelle temperature bassissime, ma anche nella stabilità dell’aria di origine continentale. Se un anticiclone si posiziona tra l’Atlantico e la Scandinavia, le correnti gelide provenienti dalla SIBERIA possono spingersi senza ostacoli fino alle regioni centrali dell’EUROPA, portando a un regime meteo dominato da precipitazioni nevose, venti secchi e crolli termici. Questo scenario si intensifica se la traiettoria del flusso freddo viene indirizzata verso il MAR MEDITERRANEO.

 

Il MAR MEDITERRANEO rappresenta una massa d’acqua relativamente calda, soprattutto durante gli inverni meno rigidi. Quando correnti d’ARIA gelida come il GELO SIBERIANO giungono su queste superfici marine più tiepide, si creano contrasti termici molto accentuati. Ne deriva un’esplosione di instabilità meteo, con la possibilità di formazione di cicloni mediterranei o di sistemi perturbati in grado di produrre nevicate anche a bassa quota.

L’ITALIA è uno degli stati maggiormente esposti a questo tipo di dinamiche. Il Paese si protende nel MAR MEDITERRANEO come una “penisola” circondata dal mare, soggetta a repentini cambi di condizioni meteo. Quando masse d’ARIA artica o siberiana incontrano le acque italiche, possono originarsi precipitazioni intense, temporali di tipo marittimo e persino nevicate che raggiungono zone solitamente non abituate a ricevere la neve. Questo avviene perché il contrasto tra le correnti fredde e il vapore acqueo evaporizzato dalla superficie marina favorisce la genesi di nubi profonde.

Le conseguenze sull’ITALIA possono variare in base alle regioni. Il Nord può sperimentare nevicate significative anche in pianura, mentre il Centro-Sud è più spesso bersaglio di fenomeni temporaleschi e di venti impetuosi. Ma l’aria gelida può spingersi anche al Sud, e a febbraio, ma anche marzo, portare nevicate abbondanti.

 

Lo SPLIT DEL VORTICE POLARE è un evento complesso e affascinante che dimostra quanto la stratosfera possa influenzare il meteo a livello troposferico. Quando il VORTICE POLARE si indebolisce a causa di un intenso STRATWARMING, le traiettorie delle masse d’ARIA fredda cambiano, e il GELO SIBERIANO può spingersi con maggiore facilità verso latitudini più basse. Le conseguenze in EUROPA includono la possibilità di ondate di freddo eccezionali e situazioni meteo a tratti estreme, caratterizzate da forti nevicate e rigide temperature in molte nazioni.

In questa dinamica, il MAR MEDITERRANEO gioca un ruolo decisivo. L’ITALIA, per la sua posizione geografica, si trova spesso al centro di questi scambi meridiani, sperimentando un meteo molto variabile e talvolta estremo. L’afflusso di correnti gelide sulle acque più calde può innescare vortici di bassa pressione secondari capaci di generare nevicate al di sotto dei consueti livelli altitudinali. Allo stesso tempo, l’incremento di energia disponibile favorisce temporali violenti e forti venti che possono interessare le coste e l’entroterra.

Questo quadro mostra quanto sia importante monitorare costantemente l’evoluzione del VORTICE POLARE e valutare le conseguenze che un eventuale SPLIT DEL VORTICE POLARE può comportare. Gli studi sui meccanismi di STRATWARMING sono in rapida espansione, e comprendere queste dinamiche risulta cruciale per chi si occupa di climatologia e meteo operativo.

In ultima analisi, il GELO SIBERIANO innescato da un possibile SPLIT DEL VORTICE POLARE rimane uno dei temi più rilevanti per la comprensione del meteo invernale in EUROPA. I futuri avanzamenti nella ricerca atmosferica permetteranno di comprendere con maggiore precisione le interazioni tra stratosfera e troposfera, fornendo strumenti più affidabili per prevedere e gestire eventuali situazioni di emergenza. Il MAR MEDITERRANEO, con le sue peculiarità termiche, giocherà sempre un ruolo di primo piano nel modulare gli effetti di un raffreddamento improvviso, specialmente in ITALIA, dove l’orografia e l’influsso marino rendono il meteo particolarmente complesso e dinamico. (TEMPOITALIA.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Meteo: Giorni della Merla contro la tradizione, ma novità “artiche” dal Weekend

Prossimo articolo

Meteo: l’Inverno torna protagonista, il bello deve ancora arrivare

Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

Prossimo articolo
Febbraio pronto a riportare l'Inverno

Meteo: l’Inverno torna protagonista, il bello deve ancora arrivare

Perché l’Estate stenta a decollare: Giugno conferma le previsioni

7 Giugno 2026

Bolla d’aria fredda vagante di inizio Estate

7 Giugno 2026

Tra il 10 e l’11 Giugno perturbazione scatenerà temporali su parte d’Italia

7 Giugno 2026

Settimana: Italia divisa tra Sole, Caldo e Temporali al Nord

7 Giugno 2026

Dietrofront dei modelli meteo: meno caldo e più temporali, cosa è cambiato

7 Giugno 2026
Prossima settimana partirà più calda, poi nuove insidie

L’estate entra nel vivo, torna il caldo ma poi altri temporali e refrigerio

6 Giugno 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.