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È una fase meteo tipicamente invernale quella che stiamo attraversando in queste ultime ore. Una fase fredda magari normale un tempo, diventata merce rara in epoca di Global Warming.

 

La concomitante azione di una perturbazione atlantica in ingresso dalla Spagna e una saccatura in azione sulla Russia, ha dato vita ad un vortice ciclonico sul medio-basso Tirreno. Tale azione depressionaria ha ricevuto l’apporto di aria umida dal Mediterraneo e di aria ben più fredda in discesa dal Baltico. 

 

Il teatro di scontro sono state quindi le nostre Regioni centrali e meridionali, interessate da piogge localmente abbondanti e nevicate, che sui rilievi appenninici si sono spinte a quote di media-bassa collina. 

 

Secondo le ultime emissioni modellistiche, la fase fredda sull’Italia si potrebbe allungare di qualche giorno. Infatti, la prima irruzione di matrice artico-continentale (11-14 gennaio), potrebbe essere seguita da una seconda irruzione, seppur meno intensa e sempre da est, tra il 15 e il 17 gennaio. In pratica una settimana in compagnia di tipiche sensazioni invernali.

 

Questo perché, nel frattempo, l’alta pressione delle Azzorre dall’Atlantico pian piano si spancerà sull’Europa occidentale e settentrionale sino ad invadere la Mitteleuropa, favorendo l’afflusso di aria fredda dal comparto russo-balcanico verso ovest con azione retrograda.

 

Piogge abbondanti continueranno ad interessare quindi le nostre regioni meridionali e in parte anche quelle centrali. La neve continuerà a cadere sino a quote collinari sugli Appennini, in particolare sui rilievi di Abbruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Calabria. I venti di bora e di grecale continueranno a spazzare la nostra Penisola, acuendo ancora di più la sensazione di freddo. Siamo a gennaio d’altronde.

 

Terminata la fase fredda, bisognerà mantenere alta l’attenzione per l’evoluzione del minimo depressionario sul nord Africa. Infatti con tutta probabilità sì andrà ad isolare una goccia fredda (vortice ciclonico autonomo) tra le coste nord africane appunto e il comparto mediterraneo centro occidentale.

 

Se tale evoluzione meteo venisse confermata, la Sicilia e la Sardegna orientale rischiano di vedere cadere ingenti quantitativi di pioggia, con annessi rischi di allagamenti e alluvioni. Sarà un’evoluzione da seguire attentamente nei prossimi giorni.

Ci ritorneremo.

 

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