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I dati più aggiornati disponibili (ad esempio quelli elaborati da ISPRA nei rapporti sullo stato del clima in Italia) mostrano che il decennio più recente è stato più caldo di circa 0,4–0,5 °C rispetto al decennio precedente. Naturalmente il valore preciso può variare leggermente a seconda della serie storica e del periodo di riferimento utilizzati, ma l’ordine di grandezza dell’aumento si aggira attorno al mezzo grado Celsius.

 

Da dove proviene il dato

  • ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) elabora annualmente rapporti sullo stato del clima in Italia, basandosi su reti osservative nazionali e regionali. In questi rapporti sono indicate sia le anomalie delle temperature (rispetto ai decenni o alle medie climatologiche di riferimento, come il 1961–1990 o il 1981–2010), sia i trend di lungo periodo.
  • Altre fonti come il programma europeo Copernicus e l’EEA (European Environment Agency) confermano che l’intera area del Mediterraneo — e l’Italia in particolare — sta subendo un riscaldamento leggermente superiore alla media globale.

 

Contestualizzazione

  • Già nel corso del XX secolo l’Italia ha visto un aumento delle temperature medie annuali di oltre 1 °C rispetto all’epoca preindustriale, con un’accelerazione più marcata dagli anni ’80 in poi.
  • L’ultimo decennio (in particolare se consideriamo il periodo 2011–2020, ma il trend prosegue) risulta il più caldo mai registrato dall’inizio delle misurazioni strumentali, con un ulteriore incremento di qualche decimo di grado rispetto al decennio 2001–2010.
  • Oltre al semplice incremento medio, si osserva anche una maggior frequenza di eventi estremi: ondate di calore più intense e prolungate, siccità estive e precipitazioni brevi ma molto abbondanti.

In sintesi, dunque, l’aumento della temperatura media in Italia tra l’ultimo decennio e il precedente è di circa 0,4–0,5 °C e rientra in un quadro più ampio di riscaldamento globale, che si manifesta in modo particolarmente marcato nell’area mediterranea.

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