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Home A La notizia del Giorno

In America, preoccupa il grande vulcano sottomarino Axial Seamount pronto a eruttare

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
07 Mag 2025 - 17:55
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Magazine
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L’Axial Seamount, un enorme vulcano sottomarino situato a circa 480 chilometri al largo della costa dell’Oregon, si trova a oltre 1.500 metri sotto la superficie dell’Oceano Pacifico. Questo gigante sommerso, che si estende per oltre un chilometro di larghezza, ha già dato segnali evidenti di una possibile imminente eruzione.

Gli scienziati, tra cui William Wilcock dell’Università di Washington, hanno osservato un fenomeno chiave: l’inflazione del fondale marino. Questo rigonfiamento indica chiaramente l’accumulo di magma sotto la crosta oceanica.

 

Ci sono segnali precoci di eruzione imminente

Durante l’eruzione del 2015, il fondale marino subì un abbassamento di circa due metri, furono generate colate laviche spesse fino a 120 metri e si verificarono oltre 8.000 terremoti. Oggi, i segnali si stanno ripetendo: i ricercatori hanno registrato centinaia di terremoti al giorno, con picchi di oltre 500 scosse giornaliere, un chiaro sintomo che il magma si sta avvicinando alla superficie.

Mike Poland, scienziato dell’Osservatorio Vulcanico di Yellowstone, ha sottolineato che Axial Seamount è “il vulcano sottomarino più monitorato al mondo”, grazie anche alla vasta rete di sensori installata dall’Università di Washington.

 

Previsioni di eruzione di Axial Seamount

Gli esperti, tra cui il geofisico William Chadwick dell’Oregon State University, hanno previsto che Axial Seamount potrebbe eruttare tra luglio 2024 e la fine del 2025. Questa previsione si basa su studi dettagliati dell’inflazione del fondale e sull’osservazione dell’attività sismica crescente.

Chadwick ha affermato che, come già accaduto nel 2015, la superficie del vulcano ha raggiunto nuovamente il livello critico che precedette l’ultima eruzione. La conferma di questi dati è stata presentata alla conferenza annuale dell’American Geophysical Union nel dicembre 2024.

 

Nonostante la sua imminente eruzione, Axial Seamount non rappresenta una minaccia per le popolazioni costiere. Situato a grande profondità e a notevole distanza dalla terraferma, il vulcano non provocherà effetti percettibili sulla terra né influenzerà l’attività sismica nei centri abitati.

Anche in caso di eruzione, l’evento sarà caratterizzato da colate laviche tranquille, simili a quelle osservabili nelle eruzioni hawaiane, e non da esplosioni violente come quelle viste in altre regioni del mondo.

 

Importanza scientifica dell’eruzione

Sebbene l’eruzione di Axial Seamount non sia considerata pericolosa, essa rappresenta un’occasione straordinaria per la comunità scientifica. Gli studiosi utilizzeranno avanzatissimi strumenti di monitoraggio subacqueo per raccogliere dati preziosi in tempo reale.

William Wilcock e il suo team potranno osservare direttamente l’inizio, lo sviluppo e la fine dell’eruzione, migliorando la comprensione globale dei vulcani sottomarini. L’esperienza accumulata potrebbe risultare cruciale per prevedere futuri eventi più pericolosi, come l’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai nel 2022, che causò uno tsunami devastante a livello mondiale.

 

 

Crediti articolo

Fonti scientifiche:

  • Università di Washington, College of the Environment – Programma di osservazione del fondale oceanico e monitoraggio dell’Axial Seamount: environment.uw.edu
  • Università Statale dell’Oregon (Oregon State University) – Ricerche geofisiche sul vulcano Axial Seamount: oregonstate.edu
  • American Geophysical Union – Conferenza annuale 2024 con presentazione sugli sviluppi dell’Axial Seamount: agu.org
  • Cowboy State Daily – Intervista a Mike Poland dell’Osservatorio Vulcanico di Yellowstone: cowboystatedaily.com

Scienziati citati:

  • William Wilcock, professore e geofisico marino, Università di Washington
  • William Chadwick, geofisico, Università Statale dell’Oregon
  • Mike Poland, scienziato dell’Osservatorio Vulcanico di Yellowstone
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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