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Meteo Italia: le 20 città più minacciate dal riscaldamento climatico

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
07 Mag 2025 - 17:20
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Cambiamento Climatico, Zoom
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L’Italia sarà interessata entro fine secolo a trasformazioni meteorologiche profonde e drammatiche. Secondo le ultime analisi diffuse da enti come il World Meteorological Organization (WMO) e il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), molte città italiane dovranno convivere con estati torride, ondate di calore prolungate e cambiamenti radicali nel regime delle precipitazioni.

Ecco le 20 città italiane che, secondo le proiezioni, rischiano di soffrire maggiormente entro il 2100.

 

La classifica delle città italiane più esposte

1. Milano sarà probabilmente il simbolo dell’effetto isola di calore urbano in Italia, con estati lunghe e temperature estreme che supereranno frequentemente i 40°C.

2. Bologna rischia di trasformarsi in una delle città più roventi della Pianura Padana, con estati sempre più secche e oltre 70 giorni l’anno sopra i 35°C.

3. Torino vedrà aumentare drasticamente sia le temperature estive che la frequenza di eventi meteorologici estremi come forti temporali improvvisi.

4. Firenze, patria del Rinascimento, si troverà a vivere condizioni climatiche paragonabili a quelle delle attuali città del Maghreb.

5. Roma, la Capitale, sarà segnata da un enorme incremento delle notti tropicali, rendendo le ondate di calore ancora più insidiose.

6. Napoli affronterà estati sempre più soffocanti, con temperature elevate che si abbatteranno anche sulle aree costiere, amplificate dall’umidità.

7. Palermo sarà tra le città italiane più colpite, con ondate di calore prolungate e temperature massime che sfioreranno i 45°C.

8. Cagliari vedrà un’accentuata scarsità di precipitazioni e un rischio sempre maggiore di desertificazione.

9. Bari sperimenterà condizioni estive più lunghe, secche e torride, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica e sulle risorse idriche.

10. Venezia non sarà risparmiata: oltre al caldo estremo, dovrà fare i conti con il continuo innalzamento del livello del mare.

11. Verona vivrà estati caratterizzate da lunghi periodi di siccità e ondate di calore più intense.

12. Lecce vedrà peggiorare ulteriormente la sua esposizione al rischio desertificazione, con estati lunghe e torride.

13. Messina sarà sottoposta a temperature estreme combinate a una forte pressione sulla risorsa idrica.

14. Genova soffrirà un incremento delle temperature, ma soprattutto un aumento di eventi meteorologici violenti come bombe d’acqua.

15. Perugia sperimenterà estati con un’evaporazione molto elevata, danneggiando l’agricoltura e i bacini idrici locali.

16. Reggio Calabria sarà tra le città più vulnerabili alle ondate di calore e al rischio incendi boschivi.

17. Trieste si troverà a fronteggiare un aumento importante delle temperature medie, pur mantenendo una leggera mitigazione dovuta al mare.

18. Taranto affronterà un aumento severo delle temperature e una riduzione drastica della piovosità.

19. Ancona sarà sempre più esposta a temperature elevate e forti sbalzi termici stagionali.

20. Catania sperimenterà un clima estivo simile a quello che oggi caratterizza le regioni desertiche, con ondate di calore sopra i 45°C.

 

Meteo 2100: cosa ci dice questa classifica

Questa classifica evidenzia come il riscaldamento climatico non risparmierà nessuna regione italiana, ma che i suoi effetti saranno particolarmente severi nelle aree urbane del Nord Italia, lungo le coste tirreniche e nelle isole maggiori.

I dati provengono dalle proiezioni combinate del Centro Europeo ECMWF e delle simulazioni dell’IPCC, che rappresentano oggi i riferimenti più autorevoli a livello internazionale per le analisi climatiche a lungo termine.

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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