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Home A La notizia del Giorno

Grandine grossa da Oggi e sino a Domenica. Le regioni a rischio

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
25 Giu 2025 - 12:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) L’evoluzione meteo dei prossimi giorni ci conduce dentro uno scenario che potremmo definire quasi paradossale, in bilico tra una persistente e potente ondata di calore e l’irruzione di elementi perturbanti che sembrano voler sovvertire il dominio dell’estate africana. Già da oggi, infatti, l’Italia sarà teatro di una situazione atmosferica complessa, dove l’aumento termico marcato si accompagnerà a infiltrazioni di aria umida oceanica, in un contesto dominato da un clima tropicale.

 

I modelli previsionali, in particolare quelli del Centro Meteo Europeo, indicano con decisione che le temperature toccheranno valori fino a 10 °C superiori alle medie stagionali. Non si tratta solo di una fiammata estiva: si prevede che anche il Nord Italia, notoriamente meno esposto a simili eccessi, raggiunga picchi fino a 38 °C. E non è tutto: la Pianura Padana, per le sue caratteristiche orografiche e geografiche, tende a surriscaldarsi rapidamente, creando una sorta di “sacca climatica” dove le temperature possono arrivare, entro i primi di luglio, a sfiorare o superare i 40 °C.

 

Questo eccesso termico non è solo una questione di disagio percepito, ma costruisce le premesse per una situazione atmosferica instabile, potenzialmente esplosiva. Mentre il Centro-Nord è soggetto a queste infiltrazioni di umidità in quota, tutto il resto del Paese sarà attraversato da una massiccia ondata di calore, che interesserà in modo pressoché uniforme anche il Centro-Sud, sebbene le zone costiere possano godere di un leggero sollievo grazie alle brezze marine. Tuttavia, questo effetto mitigatore si riduce notevolmente, dato che il Mar Mediterraneo sta subendo un riscaldamento anomalo e repentino, amplificato dall’azione di un potentissimo anticiclone subtropicale.

 

È importante chiarire un concetto spesso frainteso: le alte pressioni estive, in particolare quelle di origine africana, non si identificano con valori alti di pressione al suolo, bensì con l’altezza del geopotenziale a 500 hPa. Questo valore misura, in quota, la resistenza dell’atmosfera ai moti verticali, ed è proprio qui che risiede la forza dell’anticiclone africano: nella soppressione della convezione, che normalmente inibirebbe lo sviluppo di temporali.

 

Eppure, paradossalmente, proprio mentre domina questo scenario apparentemente stabile, nel Nord Italia si attiveranno fenomeni temporaleschi anche violenti. Le infiltrazioni di aria più fresca e umida dal Nord Europa – in particolare dalla Francia – agiranno da innesco per la formazione di celle temporalesche, soprattutto tra oggi, mercoledì 25, e domenica. La localizzazione precisa di questi temporali resta difficile, perché in un’atmosfera carica di umidità e calore, tipica del regime tropicale, i fenomeni si generano in modo rapido e localizzato, ma con effetti anche estremi.

 

Le aree più a rischio sono l’arco alpino e prealpino, ma secondo le simulazioni dei modelli matematici, i temporali più violenti si manifesteranno in Pianura Padana, in particolare sull’alta Lombardia, a ridosso del Piemonte, e sulle alte pianure di Veneto e Friuli. Anche l’Emilia-Romagna e la bassa Lombardia potrebbero vedere temporali isolati. In queste situazioni, si attivano le condizioni ideali per grandinate intense, con chicchi di 2–5 cm di diametro o più, capaci di provocare danni seri a coltivazioni, automobili e strutture.

 

Ma come è possibile tutto questo in un contesto dominato dall’alta pressione africana? La chiave sta nel contrasto tra l’aria calda e quella più fresca in quota. Quando quest’ultima sprofonda, forza l’aria calda e umida presente nei bassi strati a salire rapidamente. Questo moto verticale genera cumulonembi che si sviluppano in pochi minuti: vere e proprie “torri” temporalesche cariche di energia, in cui si generano moti convettivi estremamente intensi. È proprio dentro queste nubi che i chicchi di grandine si formano e si accrescono, trattenuti dalle correnti ascensionali finché, divenuti troppo pesanti, non precipitano al suolo.

 

Il risultato è un’atmosfera dinamica, imprevedibile, estrema, dove serenità apparente e violenza meteorologica convivono. Sotto un cielo che fino a poco prima sembrava stabile e terso, può abbattersi un temporale distruttivo nel giro di meno di mezz’ora. È il volto più imprevedibile e affascinante della meteorologia estiva, sospesa tra calore e instabilità, tra la quiete solare e l’improvvisa furia del cielo. (TEMPOITALIA.IT)

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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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