Goccia fredda protagonista: stop all’afa almeno per qualche giorno
Il passaggio della goccia fredda sull’Italia ha segnato un’importante tregua dall’afa, che nelle scorse settimane aveva fatto schizzare verso l’alto colonnine e disagi. Il cambiamento è stato evidente soprattutto al Nord-Est e lungo il versante medio Adriatico, dove nelle ultime 24 ore si sono verificati temporali intensi e acquazzoni localizzati, in alcuni casi anche accompagnati da grandine e colpi di vento.
L’aria più fresca arrivata in quota ha avuto un impatto doppio: non solo ha generato instabilità e precipitazioni, ma ha anche scardinato temporaneamente la struttura dell’alta pressione nordafricana, che ha arretrato verso la Penisola Iberica, lasciando libera l’Italia da quella bolla rovente e umida che ci aveva avvolto dalla fine di MAGGIO.
Temperature in calo e sensazione di sollievo diffuso
Il cambiamento meteo ha coinvolto l’intera Penisola, portando a un calo termico percepibile quasi ovunque, dalle Alpi alla Sicilia. La sensazione di afa è stata sostituita da un’aria più gradevole, con minime più fresche e massime contenute, soprattutto sulle regioni settentrionali e lungo il medio Adriatico, dove il termometro ha registrato valori anche inferiori alle medie stagionali.
In controtendenza la Liguria, dove le temperature massime del giorno sono addirittura aumentate per effetto dei venti dai quadranti settentrionali, ma al contempo è drasticamente calata l’umidità dando quindi una sensazione di sollievo rispetto alle afosissime giornate precedenti.
Sulle regioni tirreniche, la diminuzione è stata meno marcata ma comunque evidente, tanto che anche le città solitamente più calde come Roma, Firenze, Civitavecchia o Latina hanno goduto di qualche ora di refrigerio in più, grazie all’ingresso di venti più temperati da est.
Alta pressione in ritirata, ma il sole non mancherà ovunque
La debolezza dell’alta pressione sul comparto mediterraneo centrale continuerà a farsi sentire fino al termine della settimana. Questa situazione atmosferica favorirà lo sviluppo di temporali isolati nelle ore più calde del giorno, in particolare nelle aree montuose e collinari. Le Alpi, gli Appennini e le zone interne di Basilicata, Calabria e Sicilia saranno tra le più esposte a questo tipo di fenomeni convettivi.
Al contrario, le pianure del Nord, le coste liguri e tirreniche, la Puglia settentrionale e le zone litoranee delle isole maggiori potranno beneficiare di giornate generalmente più stabili e soleggiate, accompagnate da temperature ancora elevate, ma senza gli eccessi di afa registrati nella seconda settimana di GIUGNO.
Una tregua solo apparente: il caldo potrebbe tornare presto
L’andamento meteo della prossima settimana resta però incerto, perché i modelli numerici più aggiornati lasciano intravedere la possibilità di una nuova espansione del promontorio africano a partire dal 22 GIUGNO. Questo eventuale ritorno dell’alta pressione subtropicale potrebbe determinare un nuovo innalzamento delle temperature e soprattutto dell’umidità, prima al Nord-Ovest e successivamente su tutto il medio-alto versante tirrenico.
In particolare, le città della Val Padana e quelle affacciate sul Mar Tirreno centro-settentrionale, che già prima del weekend rivedranno temperature fino a 35°C, potrebbero tornare a fare i conti anche con alti tassi di umidità, fattori che, combinati, aggraverebbero di nuovo l’indice di disagio fisiologico. La fine di GIUGNO, quindi, potrebbe essere tutt’altro che tranquilla sul fronte meteo-climatico.