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Meteo: NOTTI TROPICALI, stanno per tornare, svegli fino all’alba?

Antonio Romano di Antonio Romano
07 Giu 2025 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Quando il meteo cambia il ritmo del sonno, la notte diventa lunga, lenta e sudata. Con l’arrivo della prima vera ondata di caldo africano, milioni di italiani si trovano a combattere con temperature notturne ben sopra i 20°C. Ma andando più avanti nella stagione estiva, le notti tropicali diventeranno sempre più frequenti e calde, fino a raggiungere in alcune grandi città e lungo alcune coste valori attorno ai 27°C, soglia oltre la quale il sonno si fa più frammentato, leggero e spesso impossibile. Non è solo una sensazione: lo dicono le ricerche scientifiche, ma lo confermano soprattutto le finestre aperte alle tre di notte, i ventilatori che girano a vuoto e la fatica a svegliarsi riposati.

 

Dormire male con il caldo non è una debolezza, è fisiologia

Quando le temperature non scendono sotto i 25-26 gradi nemmeno dopo mezzanotte, il corpo fa fatica a disperdere calore, rallenta la fase del raffreddamento interno necessario per addormentarsi e, nella pratica, si resta svegli. Secondo il National Sleep Foundation, il range ideale per dormire bene va dai 16 ai 20 gradi. Superata quella soglia, si attiva un ciclo di micro-risvegli continui, che riducono la quantità di sonno profondo, fondamentale per il recupero.

 

In alcune città italiane, dove le minime estive restano alte anche dopo il tramonto, si stanno già vivendo le prime notti tropicali, ovvero quelle in cui la colonnina di mercurio non scende sotto i 20°C. Ma in molte zone del Sud e nelle Isole Maggiori, già da questo weekend, le temperature minime potrebbero non calare sotto i 27-28 gradi. Con il risultato che il letto diventa una trappola di calore, e si dorme poco e male.

 

L’aria condizionata è una soluzione, ma anche un problema

Chi può permetterselo accende il condizionatore, anche se spesso con sensi di colpa legati al consumo energetico, alla bolletta o perfino ai disturbi respiratori. Eppure, negli ultimi anni, la vendita dei climatizzatori in Italia è aumentata del 45%, secondo dati raccolti dall’International Energy Agency, proprio a causa dell’incremento delle notti tropicali nel bacino del Mediterraneo.

Ma il condizionatore, da solo, non basta. Se mal gestito, può causare mal di gola, torcicollo, congestioni. E molti italiani stanno cercando alternative più dolci: ventilatori a pale, impacchi freddi, docce tiepide prima di dormire, oppure la strategia disperata di cambiare stanza nel cuore della notte, in cerca di un angolo meno caldo.

 

Le città si preparano a un’estate di notti insonni

Il meteo dei prossimi giorni non lascia spazio a molte illusioni: la tendenza delle temperature minime in aumento, soprattutto al Sud e nelle aree urbane dove l’effetto isola di calore fa la differenza, è destinata a consolidarsi. Palermo, Cagliari, Bari e Catania sono tra le città più a rischio per la persistenza di notti sopra i 26-27°C durante l’estate.

La vera sfida non sarà solo sopportare il caldo diurno, ma resistere a quello notturno, senza un vero recupero fisiologico. Il corpo, affaticato dal caldo continuo, entra in una spirale che compromette memoria, concentrazione, umore, come conferma anche l’American Academy of Sleep Medicine. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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