L’ondata africana torna a investire l’Italia, e la Valle Padana rischia il record
Il fresco delle ultime ore è destinato a dissolversi molto presto. Da LUNEDÌ 23 GIUGNO il meteo cambierà volto in modo netto e repentino. Una nuova espansione dell’Alta Pressione africana, alimentata da aria rovente proveniente dalle zone desertiche, andrà infatti a consolidarsi sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, investendo anche l’Italia con tutta la sua potenza. Le mappe termiche in quota mostrano già una struttura imponente, con anomalie marcate rispetto alle medie del periodo e con effetti che si faranno sentire in modo uniforme dalla pianura fino alle coste.
Temperature oltre ogni soglia stagionale, l’Italia torna a bruciare
Secondo le simulazioni meteorologiche aggiornate, la massa d’aria calda che salirà dal Nord Africa sarà carica di umidità, e questo contribuirà ad aumentare ulteriormente la sensazione di disagio. Le temperature cominceranno a salire già da LUNEDÌ, ma l’apice del caldo è atteso a metà settimana, con valori che in alcune zone del Centro-Sud potrebbero spingersi fino a 40 o addirittura 42 gradi. In SARDEGNA e SICILIA, soprattutto nelle aree interne lontane dal mare, si attendono condizioni estreme e persistenti. Ma a far discutere, questa volta, è la possibile impennata dei termometri anche sulla PIANURA PADANA, dove l’effetto combinato tra calore e umidità potrebbe far sfiorare o addirittura raggiungere i 40°C in alcune aree tra EMILIA, LOMBARDIA e VENETO.
La Valle Padana bollente tra caldo e umidità
Il vero problema non sarà solo la temperatura in sé, ma la qualità dell’aria e l’umidità crescente, soprattutto nelle città e nelle zone lontane dalla ventilazione naturale. L’aria calda in arrivo attraverserà un Mediterraneo già caldo, caricandosi di umidità e generando condizioni afose persistenti. Nelle ore serali e notturne, quando normalmente si dovrebbe godere di un po’ di sollievo, la scarsa ventilazione e l’effetto isola di calore urbana impediranno al caldo di disperdersi, con minime notturne che potrebbero non scendere mai sotto i 25 gradi, in città come MILANO, BOLOGNA e VERONA. Uno scenario che si è già verificato più volte negli ultimi anni, come nel 2003, 2012, 2015 e 2022, e che ormai non fa quasi più notizia.
Temporali in agguato sulle Alpi: instabilità limitata ma intensa
Nonostante il predominio dell’Anticiclone, le zone alpine non saranno completamente risparmiate da fenomeni instabili. La grande quantità di calore accumulato nei bassi strati, unita alla presenza di umidità e al passaggio in quota di correnti più fresche e instabili, potrà innescare temporali anche intensi tra MERCOLEDÌ 25 e GIOVEDÌ 26 GIUGNO. PIEMONTE, LOMBARDIA settentrionale, VENETO e FRIULI VENEZIA GIULIA saranno tra le aree più a rischio, con la possibilità che le celle temporalesche si estendano anche alle pianure limitrofe nelle ore serali. Non si escludono nubifragi, grandinate localizzate e colpi di vento improvvisi, fenomeni tipici dell’instabilità estiva ormai frequente anche in presenza di alte pressioni dominanti.
Alta pressione africana: nessuna tregua in vista fino a fine mese
Al momento, non si intravedono segnali concreti di un cedimento strutturale dell’anticiclone africano. La situazione appare cristallizzata, coerente con quanto già osservato nelle ultime estati italiane, segnate da lunghi periodi di caldo estremo intervallati solo da brevi fasi instabili. Le anomalie termiche, sia al suolo che in quota, rimarranno ben superiori alle medie del periodo almeno fino al termine di GIUGNO. Anche le temperature minime manterranno valori elevati, soprattutto nelle grandi città e nelle aree interne del Sud, dove le notti tropicali saranno la norma.