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Mediterraneo, un mare ormai tropicale: ecco come altera il meteo e non solo

Antonio Romano di Antonio Romano
10 Lug 2025 - 15:40
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Il ritorno del caldo africano sull’Italia nella seconda metà di LUGLIO 2025 non si limita a far salire le temperature in città: riscalderà nuovamente anche i mari, trasformando letteralmente il Mediterraneo in una piscina riscaldata.

L’aria rovente che ha già investito l’Italia nel mese di GIUGNO e a inizio LUGLIO, ha fatto registrare valori anomali della temperatura superficiale del mare, con punte che si sono avvicinate ai 29-30°C su diversi tratti di costa.

 

Un mare troppo caldo altera il meteo

A prima vista potrebbe sembrare un effetto collaterale, ma in realtà è un elemento centrale nella dinamica atmosferica estiva. Quando il mare si scalda troppo, rilascia vapore acqueo in quantità maggiore, che finisce in atmosfera alimentando instabilità, umidità e afa.

Il risultato è un caldo percepito più intenso nelle aree costiere, ma anche la possibilità di temporali esplosivi in caso di rottura dell’alta pressione. Proprio quello che è successo negli ultimi giorni al Nord e non solo, con nubifragi improvvisi e grandinate, favoriti anche dal surplus termico dei bacini marini.

 

I mari italiani sono troppo caldi rispetto alla media: ecco cosa comporta

Secondo i dati disponibili, la temperatura superficiale del Mar Ligure, del Tirreno settentrionale e dello Ionio occidentale risulta fino a +3°C sopra la norma del periodo. Il Mar Adriatico, già poco profondo e naturalmente più sensibile ai picchi estivi, ha toccato punte che ricordano più il tropico che il clima temperato.

Un mare così caldo è tutt’altro che innocuo: non rinfresca, non spezza le ondate di calore, ma anzi le amplifica. E quando l’atmosfera cambia, può agire come un detonatore, favorendo ciclogenesi esplosive, temporali autorigeneranti e persino — nei casi estremi — la formazione di fenomeni simili a uragani mediterranei, i cosiddetti medicane.

 

Afa e zanzare: gli effetti meno visibili ma più fastidiosi

L’impatto però si sente anche nella quotidianità. Un mare così caldo contribuisce a generare umidità costante, anche di notte. Questo mantiene elevati i tassi di rugiada, rendendo le serate pesanti e favorendo il proliferare di insetti come zanzare e pappataci, ormai attivi anche in pieno giorno in molte zone d’Italia.

 

L’aumento delle notti tropicali

È l’altra grande conseguenza del riscaldamento delle acque del mare. Le città costiere, che un tempo beneficiavano di brezze marine rinfrescanti, oggi vivono serate sempre più appiccicose, con il termometro che fatica a scendere sotto i 27°C anche a mezzanotte. Non è solo un effetto dell’urbanizzazione: è anche il mare che non si raffredda più.

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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