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Meteo e Inverno 2025: El Niño. Attendibilità della previsione di gelo e neve

Andrea Meloni di Andrea Meloni
20 Lug 2025 - 16:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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In vari siti meteo, anche in Italia, avrete probabilmente letto notizie dell’arrivo del El Niño e del rischio che quindi possa influenzare le condizioni atmosferiche del prossimo inverno.

 

Secondo le proiezioni del NOAA, che è un centro meteorologico di importanza mondiale statunitense, El Niño non dovrebbe raggiungere valori particolarmente significativi, tuttavia la sua influenza si farà sentire. Alcuni modelli matematici hanno prodotto, una proiezione che indica temperature sotto la media per una parte dell’inverno nell’Europa mediterranea, Italia inclusa.

 

Previsione di El Niño.

A questo punto ci si può chiedere se queste previsioni siano affidabili, se sia possibile sapere come sarà il prossimo inverno. Cercherò di rispondere molto brevemente. Allora, le previsioni meteo hanno una validità buona in certe condizioni fino a 5 giorni; in alcune situazioni si possono avere buone previsioni con un’affidabilità abbastanza concreta addirittura fino a 7 giorni di validità. Oltre questo periodo, l’affidabilità diminuisce sensibilmente.

 

Sicuramente, in alcune aree del nostro pianeta e in determinate configurazioni tipiche di certe stagioni, anche una previsione a 15 giorni può essere abbastanza attendibile.

 

El Nino influenza anche il Vortice Polare

Tuttavia, una previsione per il prossimo inverno emessa a Luglio ha un’affidabilità praticamente pari a quasi zero. È utile però parlarne, perché si tratta di proiezioni che fanno parte di modelli matematici sperimentali che cercano di individuare delle tracce climatiche che si potrebbero manifestare in quel periodo dell’anno, e non vanno affatto trascurate. Questo vuol dire potenzialmente possbili. Chi avrebbe mai detto che la parte orientale degli USA sino al Golfo del Messico avrebbe avuto un gelido inverno? La neve sulle coste del Golfo del Messico sino al nord della Florida? Nessuno.

 

Mi direte leggendo questo artiicolo che mi sto contraddicendo, perché da una parte ci dico che non hanno affidabilità tali previsioni, poiché parlo di una probabilità che si concretizzino addirittura con una percentuale dello 0%, ma dall’altra parte sottolineo invece che dobbiamo tenerne conto.

 

Il mio dello di pensiero è che tutto ciò che la scienza ci propone deve essere preso in considerazione, nella fattispecie, queste previsioni sono generate da una serie di calcoli matematici che alla loro base hanno elementi scientifici. Non sono proiezioni formulate casualmente o con Photoshop, tanto per intenderci.

 

Quindi, tali previsisioni possiamo scegliere di osservarle, commentarle, e possiamo anche elaborare delle ipotesi. Ipotesi però che  sono un misto tra giornalismo e scienza, non oltre. Non di certo possiamo affidarci a esse e dire che il prossimo inverno sarà molto freddo, che ci saranno nevicate, che ci sarà insomma una situazione meteorologica molto differente rispetto agli inverni degli ultimi 15 anni.

 

Questo non si può sapere. Quindi queste previsioni non sono altro che delle stime di probabilità, come potrebbero esserlo anche quelle previsioni che invece ci indicano ad oggi un inverno mite, perché il clima sta cambiando, perché le temperature sono salite, e potremmo avere un inverno addirittura asciutto in parte, con poche nevicate sulle regioni alpine, neve che si potrebbe poi verificare a fine inverno e in primavera.

 

Le previsioni stagionali, sper altro stiamo saltando una stagione, cioè l’autunno, hanno una predicibilità molto scarsa, ma allo stesso tempo sono utili per comprendere quali siano le linee di tendenza che si potrebbero manifestare con certe condizioni atmosferiche e marine.

 

Ipotizzando che in parte ci sia la possibilità di avere del freddo, da oggi è impossibile definire l’area geografica in cui si potrebbero verificare. Anomalie termiche verso il basso che potrebbero essere, non so, nell’Europa centrale, in Italia, in Russia o nell’oceano Atlantico. Quindi, tutte queste previsioni sono utili esclusivamente per uno scopo informativo e scientifico, non certo per programmare una vacanza o altre attività.

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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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