
Quest’estate ci è andata davvero bene, potremmo dirlo ormai con certezza: infatti, con la conclusione del mese di settembre, avremo un sensibile abbassamento delle temperature, anche se a breve vivremo ancora una fase piuttosto calda. Questo picco interesserà soprattutto la Francia e la Penisola Iberica, dove peraltro le temperature sono altissime; in Spagna si sono già toccati i 40 °C in alcune località.
Però possiamo davvero affermare che quest’estate ci è andata bene: abbiamo sì avuto ondate di caldo importanti, come i 46 °C registrati in Sicilia, e l’ondata di giugno che faceva ipotizzare una stagione da record con un caldo crescente. Il Mar Mediterraneo già nel mese di giugno, infatti, aveva raggiunto in vari punti del settore occidentale, nelle acque superficiali, i 30 °C, e questo era assai preoccupante. Ma poi, con luglio, si è instaurato un cosiddetto pattern meno aggressivo, un cambiamento della circolazione atmosferica che ha consentito una situazione direi più umana, con temperature sì elevate e superiori alla media, ma non da record come si temeva.
Ci sono stati molti temporali, con precipitazioni che hanno ridotto temporaneamente le temperature, e la stagione estiva nel complesso è stata percepita in alcuni casi persino più fresca della media. È così che la percezione ci allontana dalla realtà, perché sono i numeri quelli che contano: infatti, l’estate 2025 probabilmente risulterà comunque tra le top five delle più calde. Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale ci portano verso valori termici costantemente superiori alla media, e ormai quella media di riferimento, che si aggiorna ogni decennio, punta su temperature sempre più elevate.
Ed ecco che ci accingiamo ad avere ottobre, che probabilmente presenterà un clima meno caldo di settembre ma quasi estivo, estremamente piacevole, con temperature tali da consentirci su buona parte d’Italia di trascorrere molte ore all’aria aperta, magari anche la sera, sì, forse con un leggero indumento, soprattutto nelle regioni settentrionali. In parte l’inclinazione, ma soprattutto la minore trasparenza atmosferica, influisce maggiormente ai raggi di sole di riscaldare l’area da fine settembre in poi: la Val Padana, come sappiamo, è un bacino chiuso, quindi l’aria tende a stagnare e, soprattutto nel semestre freddo (anche se ormai non fa freddo).

Ma, come dicevo, ci è andata molto bene: pensate che in questi giorni continua a manifestarsi una lunga, interminabile, sfiancante ondata di calore che si sta abbattendo dal sud-est della Cina fino alla Corea centro-meridionale e all’intero Giappone, dove si continuano a misurare temperature soffocanti, estremamente superiori alla media. Quasi ogni giorno svariate stazioni meteo registrano record di temperatura, sia minima sia massima. Nella giornata di ieri, 17 settembre, si è toccato un nuovo record in Corea del Sud, con circa 34 °C, mentre in alcune località si sono registrati addirittura 27 °C di minima.
Credits
Fonti scientifiche di riferimento:
- Nature Communications – Arctic precipitation increases and rain-snow transition
- Communications Earth & Environment – Arctic warming and severe winter weather
- NASA Earth Observatory – The Arctic is Getting Rainier
- NOAA Arctic Report Card – Precipitation trends
- NOAA Climate.gov – 2024 Arctic Report Card
- National Snow and Ice Data Center – Arctic Weather and Climate
- World Meteorological Organization – Climate monitoring
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
