
Quando si sente parlare di Ottobrata, il pensiero corre subito a giornate dal sapore quasi estivo, con sole, cielo limpido e temperature insolitamente alte per il periodo. Negli ultimi anni questa associazione si è rafforzata, poiché il dominio dell’anticiclone subtropicale ha spesso determinato fasi di stabilità atmosferica più simili a luglio che a pieno autunno.
Il mese di ottobre rappresenta un vero spartiacque: non è più estate, ma neppure inverno. È capace di alternare piogge autunnali a schiarite luminose, regalandoci persino improvvisi anticipi d’inverno, come è accaduto recentemente. Per questo motivo, le fasi dominate dall’alta pressione fanno parte della normale dinamica stagionale e non dovrebbero sorprendere.
Le ultime elaborazioni dei principali centri di calcolo internazionali confermano che nella prossima settimana l’Alta Pressione tornerà protagonista. Fino a poche ore fa, le simulazioni dei modelli mostravano divergenze significative e rendevano difficile una previsione chiara. Ora, invece, la tendenza appare più definita: il miglioramento sarà visibile soprattutto a metà settimana, con un rialzo termico piuttosto marcato.
Il salto di temperatura sarà netto. Dopo giornate fredde, in cui i valori sono scesi ben al di sotto della media stagionale, arriveremo a condizioni più simili alla primavera. Non si tratterà di un ritorno dell’estate, poiché le ultime proiezioni hanno ridimensionato l’entità del caldo, ma si potranno comunque registrare massime oltre i 20°C in gran parte delle città italiane, con picchi che in alcune aree potrebbero sfiorare o superare i 25°C. Anomalie positive, dunque, ma senza gli eccessi che avrebbero fatto parlare di caldo eccezionale.
L’unico punto ancora incerto riguarda la durata di questa fase stabile. Le proiezioni attuali indicano una finestra compresa tra 4 e 5 giorni, con l’anticiclone che potrebbe allentare la presa già nel weekend successivo, aprendo così a un nuovo cambiamento nella seconda parte del mese.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF, e Global Forecast System del NOAA.
