(TEMPOITALIA.IT) La seconda settimana di Novembre si apre con un cambio di passo che molti aspettavano. Dopo giorni di correnti instabili e passaggi perturbati veloci, il Mediterraneo Centro Occidentale torna sotto l’influenza dell’alta pressione, con effetti tangibili anche sull’Italia. Non sarà un’improvvisa estate, ma la classica Estate di San Martino: finestre di bel tempo, temperature più miti per il periodo, mattinate talvolta grigie in pianura e pomeriggi luminosi, soprattutto lungo le coste e sulle colline.
Nelle scorse ore un vortice poco profondo ha scivolato lungo una traiettoria bassa, dai Pirenei verso le Baleari e poi sul Sud Italia, lasciandosi alle spalle fenomeni irregolari e localmente intensi tra Sardegna, Sicilia e Calabria. Il suo progressivo allontanamento verso lo Ionio e i Balcani apre la strada alla rimonta anticiclonica che, tra 11 e 15 Novembre 2025, tenderà a estendersi su gran parte del Continente.
Il contesto sinottico è chiaro: a ovest si approfondisce una saccatura sull’Atlantico che richiama aria più mite di origine subtropicale verso il Bacino del Mediterraneo. Il risultato, tipico di queste fasi autunnali, sarà un promontorio di alta pressione capace di smorzare le perturbazioni atlantiche e, al tempo stesso, di favorire un aumento delle temperature in quota.
Cosa succede tra 9 e 11 novembre
Tra Domenica 9 Novembre e Lunedì 10, gli ultimi strascichi del vortice rimangono attivi sulle estreme regioni meridionali. Tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia persisteranno rovesci sparsi, in graduale attenuazione con il passare delle ore. Sul resto della Penisola il tempo si presenta già più stabile, con schiarite sempre più ampie su Centro e Nord, specie tra Toscana, Umbria e Alto Lazio.
Da Martedì 11 Novembre l’anticiclone guadagna ulteriore spazio. Il sole torna protagonista su molte regioni, ma il quadro non sarà identico ovunque: nelle prime ore del giorno si faranno sentire nebbie e foschie nelle valli e sulle pianure interne, in particolare lungo il Po e tra i fondovalle dell’Italia centrale. È la conseguenza delle inversioni termiche tipiche del periodo, con aria mite in quota e ristagno di umidità vicino al suolo nelle ore più fredde.
Perché torna la mitezza
Il promontorio di alta pressione che andrà a consolidarsi a metà settimana è alimentato da un respiro subtropicale. In Atlantico la saccatura, inclinata da Scandinavia verso le acque a ovest della Penisola Iberica, funge da “nastro trasportatore” che convoglia aria più calda verso il Mediterraneo e l’Europa centro occidentale. Quando questa configurazione si blocca per alcuni giorni, il flusso perturbato resta frenato a occidente e il tempo sul nostro Paese si stabilizza.
La stabilità non significa automaticamente cielo blu per tutti. La presenza dell’alta pressione limita la ventilazione nei bassi strati e favorisce la formazione di banchi di nebbia notturni e mattutini, più tenaci laddove l’umidità del suolo è elevata. In quota, invece, l’aria mite si fa sentire con un aumento sensibile delle temperature a 1500 metri e oltre. Questo contrasto verticale spiega perché i valori in collina e sui rilievi risultino spesso più alti rispetto alle pianure, soprattutto nelle ore centrali.
Temperature e dove farà più caldo
Nel cuore della settimana, tra Mercoledì 12 e Venerdì 14 Novembre, la mitezza si farà sentire in modo più evidente sulle Isole Maggiori, lungo i versanti esposti ai venti di scirocco e sulle aree interne collinari del Centro Sud. Non mancheranno punte prossime a 27 °C tra Sicilia e Calabria, valori elevati per la stagione ma non inediti durante l’Estate di San Martino. Al Nord, il rialzo sarà più avvertibile in quota e sui rilievi alpini e prealpini, mentre le pianure resteranno condizionate da inversioni e possibili nebbie con massime più contenute, comunque miti nelle ore soleggiate.
La percezione del caldo fuori stagione sarà amplificata laddove il soleggiamento durerà più a lungo, in particolare sulle coste tirreniche e su tratti del Medio Adriatico quando il mare, ancora relativamente tiepido per Novembre, contribuirà a mantenere temperature minime superiori alla media.
Cosa aspettarsi nel resto della settimana
Il dominio anticiclonico appare saldo fino a Venerdì 14, eccetto al Nord Ovest quando potrebbero affacciarsi segnali indebolimento barico, con aumento delle nubi e qualche pioggia pressione. Altrove, le condizioni rimarranno stabili e miti, con il consueto alternarsi di nebbie mattutine e aperture soleggiate.
Sullo sfondo, gli strumenti previsionali che guardano oltre il medio termine indicano che la saccatura atlantica fatica a scardinare il promontorio anticiclonico. Finché l’asse rimarrà quasi stazionario, il flusso perturbato tenderà a lambire l’Europa occidentale senza incidere davvero sul Bacino centrale del Mediterraneo. Eventuali fasi più dinamiche potranno affacciarsi soltanto con uno spostamento dell’asse della saccatura o con l’innesco di un’onda più incisiva capace di avanzare verso est.
Nebbie, qualità dell’aria e mari: gli effetti pratici
Le nebbie saranno l’aspetto più caratteristico sulle pianure del Nord e nelle valli del Centro, con riduzioni della visibilità localmente marcate nelle prime ore del mattino. Nei bassi strati una circolazione debole e stabile favorisce anche il ristagno degli inquinanti, soprattutto nei centri urbani della Pianura Padana. Sulle coste e sulle isole maggiori, al contrario, la ventilazione meridionale manterrà l’aria più mossa e la qualità dell’aria migliore.
I mari risulteranno in prevalenza poco mossi o localmente mossi sul versante tirrenico per la ventilazione di scirocco, con tendenza a moto ondoso in lieve aumento soltanto in caso di temporanei rinforzi tra i canali delle isole. Lo zero termico si collocherà su quote superiori alla media del periodo, specie tra Appennino meridionale e Sicilia, dove il rialzo in quota sarà più evidente.
Affidabilità e cosa dicono i modelli
Le indicazioni fin qui descritte provengono dall’integrazione di modelli globali operativi e prodotti a medio e sub stagionale. La consistenza tra le corse del Global Forecast System statunitense e del sistema IFS del Centro Europeo conferma la tenuta del campo anticiclonico nella finestra 11–15 Novembre 2025 e il conseguente sopramedia termico in quota su gran parte dell’Europa centro occidentale. Gli stessi strumenti, attraverso prodotti d’anomalia e indici estremi, segnalano la probabilità di valori superiori alla norma soprattutto lontano dai bassi strati nebbiosi, coerentemente con quanto osservato in molte fasi di blocco atmosferico autunnale sul settore euro atlantico.
In breve, tra 11 e 15 Novembre 2025 l’Italia vivrà una fase stabile e mite legata alla rimonta dell’anticiclone in coincidenza con l’Estate di San Martino. Residui fenomeni tra Sud e Sicilia lasceranno spazio a giornate più soleggiate, con nebbie frequenti in pianura e rialzo termico più marcato in collina e in montagna. Le Isole Maggiori e tratti del Sud sperimenteranno i valori più alti, fino a circa 27 °C, mentre al Nord la mitezza sarà attenuata dalle inversioni. I primi segnali di cambiamento potranno affacciarsi solo verso il fine settimana, senza strappi evidenti.
Credit: ECMWF – Sub-seasonal range forecasts, ECMWF – Forecasts hub, ECMWF – Charts, Copernicus Climate Change Service – European State of the Climate, World Meteorological Organization – State of the Climate in Europe, NOAA NCEP – Global Forecast System documentation (TEMPOITALIA.IT)










