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Crollo della qualità dell’aria: Milano, Bologna e le altre città in forte criticità

Piero Luciani di Piero Luciani
07 Dic 2025 - 08:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’alta pressione subtropicale sta tornando a dominare lo scenario atmosferico sull’intera Italia e su buona parte del Mediterraneo. Non si tratterà di una fase stabile di breve durata: il posizionamento a Omega dell’anticiclone potrebbe infatti mantenersi per almeno una settimana, probabilmente fino al 15 Dicembre. Le zone più soleggiate registreranno temperature in aumento, mentre sulle pianure interne torneranno le nebbie fitte, con un inevitabile peggioramento della qualità dell’aria.

 

Stabilità atmosferica e aria intrappolata

Questa configurazione, tipica delle fasi di blocco, rende l’atmosfera estremamente stabile dai bassi strati fino a diversi chilometri di altezza. Il rimescolamento verticale praticamente scompare, l’aria resta ferma, quasi immobile, e tutto ciò che viene emesso negli strati più bassi – gas di combustione, particolato, vapori – vi rimane confinato. È una dinamica ben conosciuta in Val Padana, soprattutto nel cuore della stagione fredda.

 

Nebbie persistenti e polveri sottili in crescita

La settimana entrante avrà proprio in questo il suo nodo critico. La nebbia persistente, presente non solo al mattino ma anche nelle ore centrali del giorno, favorirà un aumento consistente di PM10, PM2.5 e altri inquinanti nelle aree urbane e industriali. Con un anticiclone così robusto e duraturo, le concentrazioni aumenteranno giorno dopo giorno. Mancando vento e perturbazioni, le nebbie potranno intensificarsi progressivamente, trasformandosi in una vera cappa stagnante che avvolgerà le pianure.

In pratica, ci si troverà ad affrontare un duplice effetto: un accumulo continuo di inquinanti nei principali centri urbani e la presenza di nebbie persistenti, alimentate dall’umidità e dall’assenza di ventilazione.

 

Un mix pericoloso: PM10, PM2.5 e altri composti

Oltre al particolato più noto, nelle nebbie padane si concentrano altre sostanze critiche come il biossido di azoto proveniente dal traffico e dagli impianti di riscaldamento, il particolato fine PM2.5, residui di ozono e numerosi composti organici volatili. In un contesto privo di ventilazione, questi elementi subiscono trasformazioni chimiche che li rendono ancora più aggressivi. In condizioni ordinarie basterebbe una perturbazione debole per ripulire l’aria; con un anticiclone così solido, invece, l’atmosfera funziona come un contenitore chiuso.

 

L’inversione termica e le nebbie da irraggiamento

Le nebbie saranno favorite dal rapido raffreddamento notturno del suolo, che porta l’umidità a saturarsi e a condensare. Senza vento che possa disperderla, la nebbia può durare giorni, creando una cappa che limita ogni possibilità di dispersione degli inquinanti. È il contesto ideale per l’inversione termica, quando l’aria più fredda resta intrappolata nei bassi strati e uno strato più caldo sovrasta tutta la pianura, formando una sorta di coperchio termico che impedisce alla massa d’aria umida e inquinata di risalire.

 

Le città più colpite

Le condizioni peggiori interesseranno Milano, Bologna, Verona, Cremona, Mantova, Modena, Parma e Piacenza, realtà dove la nebbia resterà spesso presente per molte ore al giorno. Le formazioni nebbiose potranno estendersi anche alla Val Padana orientale, all’alto Adriatico e alla Romagna, oltre che alle valli appenniniche e alpine. La particolare conformazione della Val Padana, chiusa su tre lati e con una ventilazione naturale molto scarsa, rende l’ambiente ideale per l’accumulo di inquinanti. Anche le valli montane, strette e profonde, favoriscono il ristagno dell’aria fredda, che scivola verso il fondo valle nottetempo e resta bloccata fino al mattino.

 

Zero termico molto elevato e clima quasi primaverile in quota

Sopra la cappa di nebbia, invece, il quadro sarà completamente diverso. In collina e in montagna il tempo sarà stabile e soleggiato, con temperature quasi primaverili. L’inversione termica sarà marcata: pianure fredde e grigie, quote più elevate con clima mite e aria limpida. Lo zero termico supererà facilmente i 3000 metri già dall’Immacolata, un dato particolarmente rilevante per lo stato dei ghiacciai e della neve recente.

Un cambiamento più deciso, con piogge e ventilazione capaci di ridurre nebbie e inquinamento, potrebbe arrivare soltanto nella terza settimana del mese.

 

Credit: dati e proiezioni dai modelli meteorologici ECMWF, GFS, ICON, AROME, UKMO. (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: anticiclone subtropicaleinquinamento urbanoinversione termicameteo stabilenebbie padanepm10 elevatoqualità aria
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Piero Luciani

Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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