(TEMPOITALIA.IT) L’Italia sta vivendo in queste ore una fase di quiete atmosferica quasi surreale. Il sole la fa da padrone grazie alla presenza di un solido campo di alta pressione, che sta regalando valori termici anomali e miti soprattutto sulle zone montuose. Discorso diverso per la Pianura Padana e le valli, dove il freddo morde ancora. La causa va ricercata nel fenomeno dell’inversione termica, classico di questa stagione, che intrappola l’aria gelida nei bassi strati durante la notte e al primo mattino. Uno scenario noto, è vero, ma che ha le ore contate.
L’anticiclone cede il passo: scenario in rapida evoluzione
La stabilità atmosferica sta per terminare. Già nel corso della giornata di Martedì, infatti, assisteremo a un deterioramento deciso delle condizioni meteo, innescato da una manovra barica complessa. Non sarà una singola perturbazione a guastare i piani, bensì due figure distinte che entreranno in scena quasi contemporaneamente, aprendo una fase decisamente più turbolenta proprio a ridosso dei festeggiamenti di fine anno. Sarà una svolta netta e veloce.
Il ritorno della depressione atlantica
Il primo attore di questo cambiamento è una nostra vecchia conoscenza. Si tratta dello stesso sistema perturbato che ha flagellato il Nord Italia durante il Natale e che, successivamente, è scivolato verso la Penisola Iberica, portando maltempo diffuso. Ora quel vortice, pur avendo perso parte della sua energia iniziale, completerà la sua traiettoria circolare sull’Europa occidentale per riaffacciarsi sul Mediterraneo centrale. Questo rientro avverrà proprio alla fine del mese, scaricando gli ultimi fenomeni di rilievo prima di dissolversi definitivamente. Gli effetti maggiori si avranno sulle Isole Maggiori e sull’estremo Sud. Sono attesi rovesci e piogge, localmente di moderata intensità, su Sardegna, Sicilia e Calabria. In particolare, sulle aree del Reggino, del Messinese, del Palermitano e del Vibonese, gli accumuli pluviometrici potrebbero toccare i 15–20 mm, cifre significative per una fase di passaggio.
Secondo impulso: aria fredda dai Balcani
Il quadro si complica ulteriormente con l’arrivo di un secondo fattore determinante, proveniente questa volta da nord-est. Tra il pomeriggio e la serata di Martedì, una massa d’aria decisamente più fredda, di matrice artico-continentale, farà irruzione attraverso i Balcani, provocando un drastico abbassamento delle temperature su tutto lo Stivale. Non stiamo parlando del nucleo gelido principale che sta attanagliando l’Europa orientale, ma delle sue propaggini marginali. Tuttavia, queste “briciole” di gelo basteranno a modificare radicalmente la percezione del freddo in poche ore. Al momento sembra esclusa la neve in pianura, mentre per scenari invernali più crudi bisognerà attendere i primi giorni di Gennaio, specie dopo il 5.
Instabilità veloce e un Capodanno da brividi
L’apice del maltempo si toccherà proprio Martedì, giornata in cui non mancheranno piovaschi sparsi, acquazzoni improvvisi, brevi temporali e qualche grandinata. Le zone più colpite saranno quelle del versante adriatico e buona parte del Centro-Sud, con un coinvolgimento diretto di Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Umbria, Basilicata, Campania e Lazio. Successivamente, l’evoluzione sarà rapida. I fenomeni tenderanno ad attenuarsi, lasciando spazio a schiarite sempre più ampie. Ma attenzione: il ritorno del sereno coinciderà con un contesto climatico pungente. Tra Martedì 30, Mercoledì 31 e la notte di Capodanno, il crollo termico sarà sensibile ovunque. Ci attende una fine d’anno dal sapore autenticamente invernale, senza estremi eccezionali, ma con temperature rigide garantite.
Questa previsione nasce dall’analisi incrociata delle ultime emissioni dei maggiori centri di calcolo mondiali. Risultano decisivi, in tal senso, gli scenari proposti dal Global Forecast System (GFS) e dal Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine (ECMWF). Il quadro modellistico appare coerente nel confermare un trend verso un finale di anno più freddo e instabile.
Fonti e riferimenti internazionali: (TEMPOITALIA.IT)






