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Ciclone nevoso dell’Epifania: GFS ed ECMWF allineati, ecco le città coinvolte

Antonio Romano di Antonio Romano
02 Gen 2026 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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GFS e ECMWF concordi per una Befana bianca

(TEMPOITALIA.IT) Le ultime elaborazioni dei del Centro Meteo europeo ECMWF e del Centro Meteo americano GFS, nonché di quello tedesco ICON, rafforzano una visione che, con il passare delle ore, assume connotati sempre più nitidi. La giornata di Martedì 6 Gennaio potrebbe trasformarsi in un’Epifania caratterizzata da nevicate diffuse su varie zone del Centro-Nord Italia, un fenomeno atmosferico che non si verifica con tale intensità da parecchio tempo. Basti ricordare che l’ultima ricorrenza della Befana con precipitazioni nevose significative risale al 2017; in quell’occasione, tuttavia, fu il Sud Italia a subire una storica ondata di gelo, mentre le regioni settentrionali rimasero ai margini della configurazione. Questa volta, la dinamica sembra destinata a rovesciarsi completamente.

 

Aria artico-continentale già presente sull’Europa

Il motore di questa evoluzione risiede in una vasta massa d’aria artico-continentale che sta attualmente avvolgendo buona parte dell’Europa. Si tratta della stessa circolazione responsabile del freddo pungente registrato a Capodanno, quando le temperature minime sono crollate al di sotto dei -7°C in molte aree interne dell’Appennino centrale e in diverse conche del Nord Italia. Nemmeno i grandi centri urbani sono stati risparmiati. Città come Torino, Milano e Bologna hanno segnato valori leggermente negativi, malgrado l’effetto mitigante dell’isola di calore cittadina, che solitamente limita il raffreddamento notturno. Un indizio inequivocabile di un inverno strutturato e non semplicemente episodico.

 

Il ciclone prende forma sul Mediterraneo occidentale

Questo serbatoio di aria gelida subirà, nell’immediato futuro, una momentanea ritirata. Il nucleo principale, situato sull’Europa orientale, sarà forzato a spostarsi verso ovest, attraversando le nazioni centrali del continente e la Francia, per poi tuffarsi nel Mediterraneo occidentale. Proprio qui si genererà un ciclone profondo e insidioso, alimentato dal forte contrasto tra le correnti fredde continentali e le masse d’aria più umide presenti sul mare. Nei giorni che precedono l’Epifania assisteremo al ritorno di venti di libeccio su gran parte dello Stivale, ma sarà una parentesi breve. Già dalla giornata di Domenica è previsto un nuovo e marcato calo termico sul Nord Italia, preludio all’ingresso della perturbazione carica di maltempo e neve.

 

Toscana, Marche ed Emilia-Romagna nel cuore dell’evento

Stando all’ultimo aggiornamento emesso da ECMWF alle ore 06:00 del 1 Gennaio, l’obiettivo primario del vortice ciclonico saranno le regioni del Centro Italia, con un interessamento parziale anche del settentrione. Il rischio di vedere la dama bianca a quote bassissime o addirittura in pianura appare concreto specialmente tra la Toscana, le Marche e l’Emilia-Romagna. In questi territori si concentrano le probabilità più elevate di fenomeni intensi, con accumuli che potrebbero superare i 30–40 centimetri già a partire dalle quote collinari. Un dato rilevante, che sottolinea la potenza del sistema perturbato in arrivo.

 

Neve possibile anche in molte città

Analizzando il dettaglio geografico, i fiocchi potrebbero imbiancare Firenze, Bologna, Pesaro, Urbino, Cesena, Rimini, Faenza, Forlì e Imola, con modalità e intensità che restano da definire con precisione. Durante il corso di Martedì 6, le precipitazioni potrebbero espandersi verso Modena, Reggio Emilia e Parma, oltre a coinvolgere parte del Veneto, interessando potenzialmente Rovigo, Padova, Venezia, Treviso e Verona. Non si escludono nevicate, seppur con probabilità inferiori, anche su Friuli Venezia Giulia, alto Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia orientale, settori che al momento appaiono più defilati rispetto al cuore della depressione.

 

Traiettoria decisiva per gli accumuli finali

Un fattore rimane determinante: l’esatta traiettoria del ciclone. Minime variazioni nel percorso potranno causare grandi differenze nella distribuzione degli accumuli nevosi, in particolar modo sulle zone pianeggianti. Le prossime uscite dei modelli matematici saranno dunque fondamentali per stabilire con maggiore accuratezza quali località vedranno la neve e in che quantità. Il segnale sinottico è ormai robusto, ora si attende la conferma sui dettagli a scala locale.

 

Credits e Fonti Internazionali: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): ECMWF Charts
  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): NOAA Climate
  • DWD (Deutscher Wetterdienst): DWD Weather
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Tags: ciclone epifaniaecmwf aggiornamentofreddo polaremaltempo italiameteo neveneve pianuraprevisioni gennaio
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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