(TEMPOITALIA.IT) I modelli meteorologici continuano a proporre per la fine del mese un quadro atmosferico ricco di grandi novità. Ciò a cui ci stiamo riferendo è alla possibilità di un’irruzione di aria gelida di forte intensità. La tendenza mostrata dalle simulazioni dei supercalcolatori fa ritenere che possano tornare, anche in Italia, condizioni meteo particolarmente rigide, simili a quelle riscontrate a tratti in questo inizio del mese di Gennaio, forse ancora più crude.
La finestra temporale sotto la lente d’ingrandimento è quella compresa tra il 23 e il 25 gennaio. In questo frangente, l’assetto delle pressioni sull’emisfero settentrionale potrebbe incastrarsi perfettamente per pilotare il freddo severo verso l’Europa. Una dinamica che rispecchierebbe in pieno la tradizione climatica, coincidendo con l’avvicinamento ai famosi Giorni della Merla, statisticamente considerati il cuore ghiacciato dell’inverno.
La formazione del ponte di Voejkov
Un potente anticiclone di blocco è in via di formazione sul Nord Europa, tra la Scandinavia e l’area del Mar Baltico. Se questa figura di ‘alta pressione dovesse unirsi all’anticiclone russo-siberiano, darebbe vita al temibile Ponte di Voejkov.
Si tratta di un meccanismo atmosferico ben noto ai meteorologi, capace di attivare correnti “antizonali”, ovvero che scorrono da est verso ovest. Questo corridoio retrogrado porterebbe le masse d’aria gelida direttamente dalle steppe della Russia per convogliarle verso l’Europa centrale e meridionale. A favorire questa manovra ci sarebbe un Vortice Polare debole e frammentato, incapace di trattenere il freddo alle alte latitudini.
Neve e freddo: il ruolo dell’effetto albedo
A questo punto ci si potrebbe trovare di fronte alla fase più cruda di tutta la stagione invernale. Le irruzioni continentali dalla Russia, sono eventi un tempo relativamente frequenti negli inverni europei e italiani, ma oggi sempre più rari. Vi è inoltre da tener conto della presenza di una vasta copertura nevosa su molte zone dell’Europa centro-settentrionale, il che potrebbe favorire un ulteriore raffreddamento della massa d’aria gelida.
La neve al suolo, infatti, attraverso l’effetto albedo, permetterebbe all’aria continentale di mantenere intatte le sue caratteristiche gelide durante il viaggio verso ovest, impedendole di riscaldarsi e rendendo l’irruzione ancora più pungente.
L’Italia nel mirino del gelo?
Per quanto riguarda l’Italia, la partita è ancora aperta e complessa. Inizialmente, il nostro Paese potrebbe restare esposto al passaggio di perturbazioni atlantiche. Successivamente, però, potremmo trovarci nel mezzo di un “braccio di ferro” tra le correnti oceaniche più miti e il gelo continentale che preme da est per entrare nel Mediterraneo.
Proprio questa zona di confine e di contrasto rappresenta l’ingrediente ideale per generare nevicate copiose, potenzialmente anche in pianura e lungo le coste di alcune regioni. Sebbene sia prematuro definire i dettagli e le aree colpite, la configurazione sinottica suggerisce che la fine di gennaio potrebbe riservare colpi di scena clamorosi.
Crediti modelli previsionali: dati e simulazioni del Global Forecast System – GFS e del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine – ECMWF. (TEMPOITALIA.IT)






